False generalità ai Carabinieri di Lazise, arrestato. Svariate volte aveva utilizzato alias o cambiato leggermente nome e cognome.

False generalità ai Carabinieri di Lazise, arrestato

I Carabinieri di Lazise hanno tratto in arresto S.M.I., pakistano, classe ’63, residente in Italia senza fissa dimora, immigrato irregolare. Nel corso di un servizio perlustrativo finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati, una pattuglia della Stazione di Lazise ha notato un cittadino straniero che, alla vista dei militari, ha cambiato repentinamente direzione, cercando palesemente di non farsi notare. Dato il comportamento sospetto, i Carabinieri si sono prontamente avvicinati e lo hanno sottoposto a controllo, chiedendogli i documenti d’identificazione; questo, per tutta risposta, ha dichiarato di non esserne in possesso ma, a esplicita richiesta degli operanti, ha precisato di essere regolare sul suolo italiano.

La prima bugia

A quel punto i Carabinieri gli hanno fatto scrivere su un foglio di carta le proprie generalità e il soggetto ha scritto un nome con relativa data di nascita ma da un controllo in Banca Dati in uso alle Forze di Polizia, gli operanti non hanno trovato alcuna corrispondenza con quelle generalità, pertanto lo hanno invitato a riscriverle nuovamente, informandolo delle violazioni previste per chi avesse dichiarato il falso. L’uomo ha quindi declinato altre generalità leggermente diverse ma anche con queste ultime non c’è stato alcun riscontro in Banca Dati. A quel punto i Carabinieri, hanno deciso di accompagnarlo in caserma per un controllo approfondito; giunti sul posto poco dopo, i militari hanno sottoposto il prevenuto a perquisizione personale rinvenendo nella tasca destra dei pantaloni la fotocopia di un presunto permesso di soggiorno per stranieri scritto a penna (presumibilmente una prenotazione), su cui erano scritti una parte di un nome arabo, un cognome parziale e una data di nascita. I Carabinieri hanno quindi provato a fare una ricerca in Banca Dati inserendo quei dati parziali e quella data di nascita 01.01.1966 e hanno finalmente potuto individuare la corrispondenza con le generalità di un soggetto che era già stato deferito in stato di libertà, in due occasioni, per immigrazione clandestina, nonché foto-segnalato in data 31.07.2018 dai Carabinieri di Verolanuova (BS) per identificazione.

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In controllo delle impronte

Siccome comunque sussistevano ancora dubbi in merito alle sue reali generalità, il prevenuto è stato sottoposto a foto-segnalamento e comparazione delle impronte digitali, appurando che lo stesso era stato già sottoposto a tale comparazione ben altre otto volte fornendo in ogni circostanza dati anagrafici completamente diversi da quelli forniti in quell’occasione; l’uomo aveva quindi utilizzato vari alias per nascondere la sua reale identità e, tra le molteplici occasioni in cui era stato fermato dalle Forze di Polizia, ce n’è stata anche una in cui il Nucleo operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Brescia lo aveva denunciato in stato di libertà per tentato furto in flagranza di reato.

Condanna a sei mesi

Alla luce di ciò, considerato che il prevenuto in ben due occasioni ha dichiarato agli operanti generalità discordanti, atteso che lo stesso era in possesso di manoscritto con altre generalità ma con la propria fotografia con il palese intento di eludere eventuali controlli, atteso inoltre il suo status di immigrato irregolare, ritenuta la flagranza del reato di false attestazione a Pubblico Ufficiale sulla propria identità, i Carabinieri hanno quindi generalizzato S.M.I. e lo hanno dichiarato in stato di arresto. Il predetto, difeso d’ufficio dall’avvocato Chiara Venturini, del Foro di Verona, dopo una notte in cella al Comando Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda, è stato giudicato questa mattina con rito direttissimo, all esito del quale (a seguito di patteggiamento) è stato condannato a sei mesi con pena sospesa.