Doveva scontare gli arresti domiciliari, ma per evitarli si inventa un lavoro in un’azienda che non esiste. La storia arriva da Pastrengo dove i carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto  G.G., originario di Belluno, classe ‘63, residente proprio in paese.

Voleva essere affidato ai servizi sociali

L’uomo era stato condannato a sei mesi di detenzione i regime di arresti domiciliari a seguito di condanna inflitta per la violazione degli obblighi di assistenza familiare, commessa nel periodo marzo 1999 – settembre 2007 quando si trovava a Belluno. Dovendo scontare la pena, l’uomo aveva presentato un’istanza per espiare la pena facendosi sottoporre all’affidamento in prova ai servizi sociali, dichiarando di avere la disponibilità di un contratto di lavoro presso un’azienda della provincia di Brescia. L’Autorità Giudiziaria, prima di concedere una misura alternativa alla detenzione,  aveva richiesto le informazioni al Comando Stazione di Pastrengo che, dopo accurati accertamenti, ha appurato che l’azienda indicata dall’interessato di fatto non esisteva.

Leggi anche:  Donna maltratta il marito e minaccia di morte il figlio

L’arresto

Scoperto il tentativo di eludere il provvedimento, i Carabinieri hanno comunicato il tutto all’autorità giudiziaria, rappresentando anche la pericolosità sociale dell’uomo, che risulta gravato da precedenti di polizia per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. A quel punto, il Tribunale gli ha negato la concessione dell’affidamento in prova, emettendo l’ordinanza di sottoporlo alla misura della detenzione domiciliare. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri di Pastrengo che, dopo lunghe e accurate ricerche, hanno individuato il soggetto traendolo in arresto.