Folle corsa a Legnago: arrestato un uomo. È finito in carcere il marocchino con precedenti che questa notte ha seminato il terrore nella bassa veronese.

Caduto il sospetto di terrorismo

“La sensazione nei primi istanti era quella che si trattasse di un invasato, un soggetto aderente al radicalismo islamico, quindi abbiamo attivato tutte le azioni per la sicurezza, ma abbiamo constatato che non si è trattato di un fenomeno di quel tipo” ha iniziato così la spiegazione di quanto avvenuto tra il centro di Legnago e San Pietro ieri, giovedì 11 ottobre, il comandante provinciale dei carabinieri di Verona, Colonnello Ettore Bramato.

K.A. un marocchino di trentuno anni residente a Venezia e nullafacente è l’uomo in stato d’ebbrezza che ha portato il caos ieri sera, intorno alle 23 nella bassa veronese. Inizialmente era stato fermato da una pattuglia di Legnago per dei controlli di routine in via Frattini. Nella banca dati dell’Arma K.A. risultava essere una delle “persone da fermare”, ma si è poi appurato che si trattava di un vecchio “alert”.

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Dopo essere stato congedato dalle forze dell’ordine, l’uomo si è allontanato e in pochi minuti ha innescato il caso. Dapprima ha iniziato a litigare con dei connazionali, poi con gente del luogo. Dopo di che si è avvicinato all’autista di un mezzo Sive (Servizi Intercomunali Veronapianura Srl), lo ha strattonato e gli ha rubato il mezzo, un autocarro Isuzu, sul quale è montata la vasca per contenere l’immondizia che l’operatore raccoglie.

Furto e corsa agli 80km/h

La folle corsa di circa 4 chilometri agli ottanta all’ora dal centro abitato di Legnago di K.A. è partita a seguito del furto e si è evoluta in inseguimento da parte della Radiomobile che lo ha intercettato, finendo con l’arresto alle 23.30 a San Pietro. In alcuni tratti K.A. ha guidato in contromano, colpendo circa una decina di autovetture parcheggiate. L’uomo era senza controllo, perché si pensa fosse sotto effetto di sostanze come l’alcol. Nella sua corsa è andato volontariamente a scontrarsi con un’altra auto dei carabinieri, quelli di Cerea, puntandoli dalla corsia opposta di marcia e con la spinta del dosso presente sulla strada.

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Le persone coinvolte

I militari dell’Arma hanno avuto la prontezza di saltare fuori dall’auto, riportando solo alcune contusioni guaribili tra i 10 e i 20 giorni. Grande fortuna anche per la donna alla guida della Bmw dietro all’auto dei carabinieri, perché a lei, la furia di K.A., è arrivata “attutita”. Anche la donna ha riportato delle contusioni guaribili in pochi giorni.

Ora è a Montorio

Dopo il violento impatto K.A. ha proseguito nella sua corsa, ma dopo circa 400 metri ha sbagliato una manovra ed è stato fermato e arrestato. I motivi dell’arresto sono molteplici: tentato omicidio, resistenza, oltraggio e lesioni a Pubblico Ufficiale; oltre a danneggiamento aggravato e furto. Attualmente l’uomo di trova in custodia cautelare in carcere in attesa della convalida dell’arresto da parte del Giudice. Il Pubblico Ministero che segue il caso è la dottoressa Valeria Ardito.

In carcere marocchino con precedenti caduto sospetto terrorismo

Sull’uomo gravano dei precedenti come furto e possesso ingiustificato di grimaldelli. Ad agosto di quest’anno era stato fermato a San Giovanni Lupatoto per reati inerenti al furto e aveva ricevuto il divieto di dimora nella provincia di Verona.

Un’operazione condivisa

Un’operazione che ha impiegato diverse Forze dell’Ordine: i carabinieri colpiti in prima persona, la polizia stradale che ha effettuato i rilievi, i vigili del fuoco perché dopo l’impatto si sentiva un forte odore di benzina, causato dalla rottura di un serbatoio.