In occasione del Giorno del Ricordo, la giornata nazionale del 10 febbraio istituita per fare memoria delle tragiche vicende delle foibe e dell’esodo di centinaia di migliaia di italiani dalle terre del Quarnero e della Dalmazia nel secondo dopoguerra, l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione Elena Donazzan parteciperà alla presentazione pubblica del fumetto “Foiba Rossa”, organizzata dalle amministrazioni comunali di Verona e di Vicenza.

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La presentazione a Verona

Elena Donazzan interverrà giovedì 7 febbraio a Verona, nella sala degli Arazzi del palazzo del Comune (ore 12.45), insieme al sindaco Federico Sboarina, alla conferenza stampa di presentazione della graphic novel dedicata alla storia della studentessa universitaria Norma Cossetto seviziata e uccisa dai partigiani titini, che verrà distribuita nelle scuole superiori del territorio veronese. Venerdì 8 l’assessore sarà a Vicenza, nel salone d’onore di Palazzo Chiericati, dove l’amministrazione comunale del capoluogo berico ha promosso la presentazione di ‘Foiba Rossa’ con la partecipazione dell’autore Emanuele Merlino (ore 18).

Distribuito alle classi di terza media del Veneto

Per iniziativa della Regione Veneto e in collaborazione con la Federazione delle associazioni degli esuli istriani, giuliani e dalmati, la pubblicazione dedicata a Norma Cossetto verrà distribuita alle classi di terza media del territorio veneto che la richiederanno. “Norma Cossetto – ricorda l’assessore Donazzan – studentessa istriana allieva dell’università di Padova, barbaramente torturata e uccisa nella foiba di Villa Surani, è il simbolo di una tragedia tardivamente riconosciuta dalla Repubblica italiana e che noi abbiamo il dovere di far conoscere ai giovani studenti del Veneto. Non perché lo impone una legge, ma perché quella pagina di storia, colpevolmente taciuta, è ancora assente dai libri di testo e dai programmi scolastici. La Regione del Veneto, che per storia, cultura e tradizione è fortemente legata alle terre di Istria e Dalmazia, e la cui Università di Padova, su proposta dell’allora Rettore
Concetto Marchesi concesse la laurea honoris causa post mortem a Norma, ha il compito, più di altri, di far conoscere l’orribile tragedia della pulizia etnica fatta dai partigiani di Tito ai danni di quelle popolazioni, colpevoli solo di essere italiane”.

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