Gli spaccano la faccia per rubargli il Rolex da 7mila euro. Gli autori sono di etnia Rom: beccati grazie alla tosse di lui.

Gli spaccano la faccia per rubargli il Rolex da 7mila euro

Lo avevano adocchiato al Lidl di via Ugo Zannoni, in zona fiera. Era martedì 5 marzo, attorno alle 21, e il Rolex di quel 60enne sembrava proprio bello, non c’erano dubbi fosse autentico e avesse un grande valore. Così loro, una banda di trasfertisti del crimine che farebbero base in un campo nomadi tra Svizzera e Francia, decidono  di seguire l’uomo e cercare di portagli via l’orologio, con le buone o anche con le cattive, qualora ve ne fosse il bisogno.

Il tentativo di abbordaggio

Il gruppo che entra in azione è formato da due donne e un uomo. La prima donna, Elisabeta Soare, classe 99, romena, raggiunge l’uomo quando questo apre il cancello del suo condominio, poco distante dal Lidl. Inizia provando ad abbordare l’uomo con l’obiettivo di abbracciarlo e sfilargli il prezioso orologio. “Ciao bello, facciamo qualcosa” dice con fare provocante. Ma il 60enne la respinge subito, chiedendole di andare via. La ragazza non molla, la discussione prosegue, con un’altra ragazza che rimane sul cancello. E’ a quel punto che entra in scena l’uomo, Spartacus Suru, classe ’97, anche lui di etnia rom. Come documentato dal video di sorveglianza, il giovane, corpulento, entra correndo e poi sparisce dalle immagini. Quello che fa dopo lo racconterà un testimone e la vittima stessa: si dirige dal 60enne e con un pugno gli spacca il naso e gli procura un trauma facciale: lesioni serie guaribili in 30 giorni. E, soprattutto, riesce a rubargli l’orologio.

La fuga e la preziosa coincidenza

I tre, compiuto il raid, scappano, e solo per pochi minuti non vengono intercettati dalla Volante della Polizia di Stato che si trova in zona. Tutti li stanno cercando, e le radio degli agenti gracchiano dettagli e particolari utili ad identificare la banda, mentre la vittima viene portata al Pronto Soccorso di Borgo Roma. Quella radio la ascoltano anche due agenti che si stanno recando all’ospedale di Borgo Trento, dove un ubriaco sta dando in escandescenze. Niente di che, ordinaria amministrazione. Ma, proprio quella radio, aveva detto poco prima che, come raccontato dal testimone che aveva visto la banda al Lidl prima che aggredisse il 60enne, il “picchiatore” aveva una tosse fortissima, quasi asmatica. Così, mentre i poliziotti stanno intervenendo al Pronto Soccorso (sono circa le 23.30) per l’ubriacone molesto, fanno il loro ingresso al triage tre persone: due donne e un uomo, che, nonostante indossino altri abiti, rispondono perfettamente alla descrizione. Quando poi l’uomo si mette a tossire come un forsennato, il puzzle è completo e gli agenti procedono ad un fermo indiziato di delitto.

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Il riconoscimento di due dei tre

Dopo la notte in camera di sicurezza, avviene il confronto per l’identificazione: sia la vittima, seriamente ferito, che il testimone, riconoscono l’uomo che ha sferrato il pugno e la donna che aveva tentato l’approccio, ma non la seconda giovane. Così il pubblico ministero chiede e ottiene dal gip la custodia cautelare in carcere per Spartacus e Elisabeta, con le accuse di rapina in concorso aggravata dalle lesioni. Stesse accuse contestate alla terza presunta componente, che però viene denunciata a piede libero perché non riconosciuta da nessuno; entrambe le donne, per inciso, hanno precedenti specifici, così come l’uomo con il nome epico. A Spartacus viene contestato anche il reato di false attestazioni: in ospedale, infatti, egli mostra un documento di un quarto uomo, che gli assomiglia, ma che a differenza sua è incensurato. E’ lui un altro membro della banda? E’ lui che farà sparire, forse per sempre, il Rolex? Le indagini su questo punto sono ancora in corso. Intanto, però, i due rimangono in carcere.