Incendio Nuova moto Felix: arrestato Felisi. Il primo cerchio di indagini si stringe intorno all’uomo, fermato giovedì sera a bordo di una Ferrari.

Arrestato Arrigo Gilberto Felisi

Evidenti ustioni sul corpo, le immagini della telecamera di un distributore e poi tanti tasselli che si uniscono insieme: Arrigo Gilberto Felisi è stato arrestato giovedì 4 ottobre, nella tarda serata, perché al momento unico indiziato per l’incendio divampato a San Martino Buon Albergo martedì 18 settembre, nella tarda serata. Felisi sottoposto a custodia cautelare in carcere a Montorio con un fermo di indiziato in attesa della convalida del Gip.

Era alla guida di una Ferrari colpita e gravata da ben due ordini di sequestro esteri: da Francia e Germania. L’ordinanza di fermo è stata emessa dal Pubblico Ministero Elvira Vitulli, a seguito delle prove che i carabinieri le hanno fornito. “Sicuramente aveva la capacità concreta di allontanarsi anche all’estero, ma in questo entrerà in merito il Gip – hanno spiegato durante la conferenza stampa di oggi, sabato 6 ottobre, il Capitano Stefano Caneschi, il Luogotenente Gianfranco Truddaiu e il Tenente Silvana  Fabbricatore – . Non si poteva aspettare data la costante evoluzione dell’indagine e la dinamica stringente”.

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La svolta nelle indagini

Una premessa a monte della conferenza stampa di questa mattina da parte di Caneschi: “il fermo del PM deve ancora essere vagliato dal Gip”.  Ulteriori aggiornamenti sulla vicenda verranno infatti forniti il prossimo lunedì.

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Tenente Silvana Fabbricatore, Capitano Stefano Caneschi e Luogotenente Gianfranco Truddaiu

Era però opportuno aggiornare la vicenda dopo che i carabinieri di San Martino Buon Albergo e di Verona hanno ascoltato decine e decine di persone, raccolto indizi e guardato diverse volte quei fotogrammi della telecamera di sorveglianza del distributore di benzina che si trova di fronte all’edificio.

I primi dettagli

L’incendio che ha trasformato in cenere il palazzo si è sviluppato dalla concessionaria di motociclette quella sera di settembre. L’esplosione è stata di grande entità, una conseguenza, probabilmente, data da un buon quantitativo di benzina e poi dai contatori di gas che, hanno spiegato i carabinieri, avevano delle perdite. La relazione dei Vigili del Fuoco non è ancora arrivata.

Inizialmente tutti gli elementi raccolti dai militari dell’Arma aveva fatto pensare che potesse trattarsi di un episodio accidentale, ma la ripresa della videocamera del distributore ha eliminato questa possibilità. Nelle immagini si vede un’ombra che entra nel palazzo, nella parte del negozio nella quale si è sviluppato l’incendio e che risultava essere l’unico punto in cui era possibile accede dall’esterno. I tre locali: banca, agenzia immobiliare e concessionaria di moto, non sono collegati internamente, infatti si vede nelle immagini una figura che entra ed esce da diversi punti.

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I feriti, le “gesta” e il lavoro dei carabinieri

A causa dello scoppio di settembre, un uomo che stava passeggiando nelle vicinanze è rimasto ferito in maniera piuttosto grave, oggi, però, i carabinieri possono affermare che questo ha riportato dei danni ma non è in pericolo di vita.

La fortuna invece ha graziato un gruppo di persone che stavano parlando nei giardini adiacenti al fabbricato, ma che, trovandosi in un angolo “cieco”, non sono stati colpiti dalle fiamme o da frammenti creatisi nell’esplosione.

Felisi, invece, ha riportato segni evidenti sul corpo, sembrerebbe infatti che la situazione gli sia “scappata di mano” ed è stato così investito da una parte di quelle fiamme e dell’esplosione.

Sono stati momenti di grande panico per tutti, un ragazzino che abita in quella zona, tra le fiamme e l’ansia di quei momenti ha portato in salvo i figli di una coppia, affrontando, nonostante la giovane età, le fiamme e la paura. Il tenente Fabbricatore è riuscita a stabilire un contatto “importante” con una donna coinvolta nel disastro del 18 settembre e questo avrebbe portato elementi utili alle indagini.

Si è trattato di un lavoro di  squadra, una collaborazione da parte di tutti e che ha portato i primi sostanziosi riultati.

Reati

Le indagini sono ancora in corso, intanto Felisi rimane in carcere, al momento perché indiziato per il reato di incendio, articolo 423 del Codice Penale. Non si può parlare di tentata strage, perché, come spiegato dai carabinieri, per questo “serve il dolo e la volontà”. Anche l’articolo 642 del Codice Penale che riguarda il “Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona” rimane sa approfondire perché mancano le querele per identificare questo reato.

Felisi

Arrigo Gilberto Felisi è un uomo di 58 anni che non possedeva più la concessionaria Felix, attualmente non era più né socio, né legale rappresentante delle aziende interessate alla vicenda. I militari hanno anche escluso, allo stato attuale della situazione, l’intento di colpire direttamente qualcuno.

Su di lui sono emersi precedenti di polizia in ambiti societari e di truffe, ma nessuna condanna.