Sono tante le storie di “reclusi” nell’immaginario collettivo. Ne racconta la cronaca: persone private della libertà, anche per anni, donne in genere (iconica la vicenda dell’austriaca Natasha Kampus, che scappò dalla cantina del maniaco carceriere in cui visse per anni e anni). Ne narrano la letteratura (i giallisti Massimo Polidoro e Donato Carrisi si sono sbizzarriti sul tema) e il cinema. Siamo abituati a figurarci in un determinato modo le “parti deboli” di queste tristi vicende, ma non è sempre così: nel caso di oggi la vittima di questi soprusi ha 83 anni, è un uomo di Manerbio (Bs) che per 30 anni ha subito violenza dalla moglie e dalla figlia. 

Maltrattato da moglie e figlia

Per trent’anni è stato maltrattato dalla moglie e dalla figlia: un incubo lungo tre decenni, quello di un 83enne manerbiese, che ora finalmente è giunto al termine.Come riporta BresciaSetteGiorni.it, i Carabinieri di Manerbio hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare ai danni di una 81enne e di sua figlia 51enne, denunciate per maltrattamenti e lesioni da un uomo di 83 anni, marito e padre delle due donne, per altro  gravemente malato. L’anziano manerbiese, che finalmente ha trovato il coraggio di dire basta, ha riportato ai militari 30 anni di continue angherie e di episodi di violenza che gli hanno causato anche delle lesioni. In particolare le due donne, che hanno sempre agito spinte da futili motivi, hanno schiaffeggiato e spintonato l’uomo in più occasioni, gli hanno impedito di avvicinarsi alla stufa per riscaldarsi, lo hanno rinchiuso in casa per impedirgli di uscire e vietato l’uso del telefono e, inoltre, hanno omesso di soccorrerlo in occasione di due cadute a terra, che gli avevano provocavano rispettivamente 35 giorni di prognosi e una frattura. Addirittura le due donne hanno minacciato di investirlo.
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Reclusa in casa per 13 anni: Riesce a scappare

Altra provincia (anzi regione), altra storia, altre motivazioni, ma anche qui una vicenda di reclusione. Come riporta VicenzaSetteGiorni.it in un articolo pubblicato proprio oggi, una donna di origini pachistane è rimasta reclusa in casa per 13 anni, vittima di ripetute e continue violenze da parte del marito, sia fisiche che psicologiche. Dopo l’ennesimo episodio ha deciso di scappare da quell’uomo che è stato padrone della sua vita per troppo tempo. La 44enne è riuscita a rifugiarsi in Pronto Soccorso e grazie al cugino, che parla italiano (fa impressione, in tanti anni da reclusa nel nostro Paese, non ha avuto modo neppure di imparare la lingua) ha confessato l’incubo che stava vivendo fin dall’arrivo in Italia.

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