Marito e moglie di San Bonifacio muoiono a poche ore l’uno dall’altra. Nel giro di poche ore se ne sono andati senza che sapessero della scomparsa dell’altro coniuge.

Marito e moglie di San Bonifacio muoiono a poche ore l’uno dall’altra

Maria e il suo «Moro» sono volati in cielo a poche ore di distanza l’uno dall’altra. Dopo una vita mano nella mano il destino ha voluto che anche nel giorno dei loro funerali fossero insieme. La morte di Leonello Albertini prima e di Maria Adami poi ha lasciato nel dolore i figli Rino e Anita, la nuora Antonella, il nipote Alessandro e tutti i parenti ed amici della coppia.

Il ricordo della figlia

Il loro era un amore d’altri tempi: «Si sono conosciuti giovanissimi – racconta la figlia Anita – e per papà è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Papà, nei suoi racconti, ci diceva che il giorno in cui per la prima volta ha visto mamma doveva andare al castello di Soave con un amico ma al castello non ci andò perché nel tragitto rimase folgorato dalla bellezza di mamma che, allora 16enne, con le sue trecce bionde, stava uscendo dalla chiesa dopo la funzione».

Una storia nella storia

Leonello era figlio di Alessandro, il «castaldo» di Villa Gritti. Da giovane venne avvicinato al mestiere del giardiniere, un lavoro che per lui era passione pura. Così, tra una potatura e l’altra, prendeva la sua bicicletta e correva a Soave dalla sua amata. Maria e Leonello volevano sposarsi ma, per il loro grande giorno dovettero aspettare sino al 12 gennaio del 1953. La famiglia Albertini venne infatti messa a dura prova dalla scomparsa di Rino, uno dei fratelli di Leonello, che partecipò al secondo conflitto mondiale senza farvi ritorno, finendo nel triste elenco dei dispersi di Russia. Un dolore incolmabile per la mamma di Leonello che si vestì a lutto e si sentiì incapace di festeggiare. Poi toccava al fratello maggiore Tullio convolare a nozze, pertanto Leonello e Maria arrivarono all’altare cinque anni dopo il loro primo incontro. Novelli sposi, si trasferirono a Villabella dove nacquero poi i loro figli. Terminato il lavoro a Villa Gritti (casa Cazzola), per vent’anni, Leonello e Maria prestarono servizio a villa Ca Dell’Ora, residenza della famiglia Perlini: lui come giardiniere e lei come donna di casa.

Il ricordo delle famiglia Perlini

«Erano due persone squisite, a modo, introvabili al giorno d’oggi – racconta Francesco Perlini – ricordo che spesso, dopo la scomparsa di mamma, papà ci lasciava a casa con la tata durante i suoi viaggi ma chiedeva a Leonello e Maria di fermarsi lì con noi. Erano parte integrante della famiglia». Dopo l’impiego a villa Ca Dell’Ora, Leonello andò in pensione e potè quindi dedicarsi al suo orto. Con l’andare degli anni arrivano i primi acciacchi ma al suo fianco aveva Maria e questo gli dava forza. Sempre insieme fino a sabato scorso.

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La morte di entrambi

Leonello era particolarmente affaticato e non si alzava nemmeno più dal letto. Al suo capezzale sono corsi i figli che nel giro di poche ore l’hanno visto spirare. Aveva 93 anni. Il giorno stesso anche Maria non si sentiva particolarmente bene. Era stanca e quello che sembrava essere un malanno di stagione si rivelò essere una polmonite fulminante che, poche ore dopo la scomparsa di Leonello, se la portò via all’età di 88 anni. Entrambi però sono morti senza sapere della scomparsa altrui.

L’ultimo viaggio insieme

Ecco che giovedì 7 febbraio, all’Abbazia di Villanova, è stato dato l’ultimo saluto a questa coppia unita da un legame fortissimo come ha ricordato anche il parroco abate don Giorgio Derna: «Il loro è stato un amore più forte della morte». Un’unione che tutti guardavano con ammirazione come ricordato nella lettera che gli amici hanno voluto condividere durante la cerimonia funebre: «Sempre insieme avete salutato questo mondo per uno migliore. Sicuramente nella comunità di Villabella avete lasciato un grande vuoto. Di te Maria ci mancherà la tua risata, le tue chiacchiere e la tua gentilezza. Di te Nello ci mancheranno le tue improvvisate, il tuo saluto con il sorriso e anche il tuo amato orto. Siete stati un esempio per tutti di come crescere una famiglia. Nonostante tutto, tra malattia e guarigione, avete sempre superato tutto con grinta ed umiltà. Ora proteggete la vostra famiglia e portate la vostra persona anche tra i cieli. Ciao Nello e Maria, buon viaggio».