Mega sequestro nella Bassa: circa 80 chili di hashish. E’ il risultato più importante mai conseguito sul territorio della Bassa dai Carabinieri.

Mega sequestro nella Bassa: circa 80 chili di hashish

Eccezionale operazione, venerdì scorso, da parte del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Legnago. I militari, dopo un’attività di indagine durata circa un mese, hanno sequestrato a Cà degli Oppi di Oppeano 78 chili di stupefacente tra hashish e olio di hashish, suddiviso in panetti e ovuli.

L’appartamento ad Oppeano

Lo spunto investigativo è stato il trasferimento di un pregiudicato per reati specifici, Yassine Mohcine, marocchino classe ’86 residente a Belfiore, in un appartamento di Cà degli Oppi di Oppeano, in via Serraglio. Qui infatti l’uomo aveva preso casa insieme ad altri connazionali, tutti uniti da non avere un’occupazione. Osservando il gruppo, composto, oltre che da Yassine, da Mohammed Jaouhari, classe ’88 residente a Belfiore, Abdelfattah Es Saady, classe ’83 residente a Casaleone, Sokaina El Bouzidi, unica donna, classe 2000 residente a Noventa Vicentina, i militari avevano notato che, a bordo di due auto, di cui sempre una in avanscoperta, il gruppo continuava a fare la spola con Verona, e precisamente con via Montorio, in Borgo Venezia. Qui, nei cosiddetti “palazzoni”, il gruppo spariva nei garage.

Il cane antidroga

Allertati da questo strano traffico, i militari del Norm di Legnago hanno chiesto supporto all’unità cinofila di Torreglia: il cane li ha subito condotti davanti ad una cantinetta tra le oltre 100 presenti al piano interrato dei quattro grandi stabili. I militari, avuto dunque la certezza che vi fosse della droga, ma hanno atteso di intervenire per non bruciare il luogo, monitorando da lontano i movimenti della banda.

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Via all’operazione

Venerdì, quando i tempi sono stati ritenuti maturi, è scattato il blitz a Cà degli Oppi, dove tutti i componenti del sodalizio sono stati rintracciati. In camera da letto sono stati rinvenuti circa 30 chili di hashish (8 in olio) in panetti da un chilogrammo pronti per essere ceduti a dei rivenditori, oltre ad 8 mila euro in contanti, telefonini e una pistola scacciacani sprovvista di sigillo rosso.

Il blitz in via Montorio

A quel punto i Carabinieri, con le chiavi trovate in casa, si sono recati a colpo sicuro nel garage di via Montorio, trovando altri 40 chili di hashish. “Poca cosa”, si stima, a fronte dei nove sacchi in plastica da 30 chili vuoti trovati sia in casa che nel deposito. Gli  investigatori ipotizzano che la droga fosse destinata a tutta la provincia di Verona, trattandosi gli arrestati di grossisti di livello medio-alto, e che gli ovuli, invece, potessero essere utilizzati in questa forma per poter varcare i confini e raggiungere il Nord Europa, Svizzera inclusa.

L’arresto

Gli uomini del gruppo sono stati tratti in arresto e questa mattina il gip Livia Magri ha convalidato la misura cautelare in carcere chiesta dal pm Eugenia Bertini per traffico internazionale di stupefacenti, mentre la ragazza al momento risulta indagata a piede libero. Le indagini, precisano però i Carabinieri, non si possono ancora considerare concluse. Si stima che il valore della merce, proveniente probabilmente dal Marocco, al dettaglio potesse sfiorare anche i 900 mila – un milione di euro.