Minaccia di spaccare la testa all’ex socio in affari a Bussolengo. G.M. è italiano e vive nella cittadina prelacustre.

Minaccia di spaccare la testa all’ex socio in affari a Bussolengo

Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Bussolengo hanno tratto in arresto un 63enne italiano, originario di Bussolengo poiché ritenuto responsabile di atti persecutori in danno di un uomo 60enne, anch’egli originario di Bussolengo. G.M., autore del reato, già in precedenza aveva molestato e minacciato, in maniera anche aggravata un suo conoscente, P.A., con il quale in passato avevano avviato alcuni affari e collaborazioni legate ad un’impresa di import export da e per la Romania, dalle quali sarebbero poi scaturiti i problemi, con accuse reciproche di presunti danni economici.

Gli “agguati” alla bocciofila

Ma se da un lato, il signor P.A., si era limitato ad adire le vie legali per vedere rispettate le proprie pretese, al contrario, G.M. aveva ritenuto di farsi giustizia da solo. Conoscendo le abitudini del suo ex socio, frequentatore della locale bocciofila di Bussolengo, in più occasioni si era presentato sul posto, minacciando la sua vittima, in particolare in una circostanza, alla presenza dei militari di Bussolengo, intervenuti sul posto a richiesta di P.A., visibilmente spaventato, aveva minacciato la controparte urlandogli che gli avrebbe dato una coltellata o un colpo in testa. Per tutelarsi, P.A. aveva anche presentato denuncia per stalking alla procura della Repubblica di Verona, che aveva aperto un fascicolo a carico di G.M..

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Trovato in possesso di un coltello

Ieri sera l’epilogo, quando lo stalker si è presentato nuovamente alla bocciofila, la vittima, intuendo le sue intenzioni, ha immediatamente chiamato i Carabinieri della locale Stazione che prontamente intervenuti hanno posto fine alla condotta vessatoria di G.M., le cui finalità non erano sicuramente buone, visto che alla perquisizione personale, veniva trovato in possesso in un grosso coltello a serramanico. Fortunatamente il tempestivo intervento dei militari dell’Arma ha scongiurato che le cose potessero potenzialmente degenerare in qualcosa di drammatico. L’uomo arresto, è stato condotto questa mattina dinanzi al Giudice di Verona per il rito direttissimo, nel corso del quale è stato convalidato l’operato dei Carabinieri e condannato l’uomo a otto mesi di reclusione con pena sospesa.