A Verona uno stalker ha ricevuto il divieto di avvicinamento. A eseguire la misura nei confronti di un giovane veronese è stata la polizia di Stato.

Divieto di avvicinamento

La legge fa il suo corso: C.M., un giovane veronese ha ricevuto martedì 4 settembre il divieto di avvicinamento all’ex fidanzata. È stata la Polizia di Stato stessa a dare esecuzione alla misura emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, dottor Luciano Gorra.

Indiziato per stalking

Da quanto emerso dall’azione investigativa portata avanti C. M. è risultato gravemente indiziato del reato di stalking, avendo protratto atteggiamenti di molestia contro la donna con l’ex fidanzata.

Intimidazioni

Dopo la fine della loro relazione, avvenuta per volontà della ragazza, l’uomo iniziato ad assumere atteggiamenti minacciosi e violenti con una frequenza allarmante, portando anche la vittima in uno stato d’ansia comprensibile visto il contenuto delle intimidazioni. C.M., infatti, ha per diverso tempo minacciato la ex fidanzata di ucciderla, di spaccarle la faccia, di bucarle la testa con un trapano e di sfregiarla con l’acido.

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Tutto converge

A seguito di tali minacce, la giovane aveva iniziato a portare nella borsetta uno spray al peperoncino nel timore di incontrarlo per la strada. La gravità delle intimidazioni e l’attività della locale Squadra Mobile, finalizzata a riscontrare le dichiarazioni rese dalla vittima il giorno in cui ha presentato la denuncia, ha consentito al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verona di emettere il provvedimento del divieto di avvicinamento nella stessa giornata in cui era stato richiesto dal Pubblico Ministero dottoressa Zanotti.