Morte della maestra Marisa Crivellente il ricordo dei suoi studenti. La notizia della morte dell’insegnante di Arcole ha fatto presto il giro della rete.

Morte della maestra Marisa Crivellente il ricordo dei suoi studenti

La notizia della scomparsa di Marisa Crivellente, meglio conosciuta come la maestra Bonomelli, ha fatto presto il giro della rete. Attraverso il gruppo Facebook Sei di Arcole se… gli ex alunni si sono ritrovati e hanno speso una parola per quella che descrivono come la loro amata maestra. Ad Arcole, Marisa Crivellente, ha insegnato nella scuola primaria Bonturi per parecchio tempo a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Arcole è stata anche la sua casa per un periodo, lì la signora Marisa viveva con il marito, anche lui insegnante, prima di trasferirsi a San Bonifacio.

Il funerale

La donna è scomparsa nei giorni scorsi all’età di 90 anni. Ad accompagnarla i figli Andrea, Francesco, le cognate, le nuore, i nipoti e una schiera di ex alunni che custodiscono il ricordo di un’insegnante che ha segnato positivamente la loro infanzia. La descrivono come una donna, una moglie ed una madre di grande cuore: «La sua bontà superava ogni limite», scrivono le persone che hanno avuto modo di conoscere Marisa. «Ricordo la mia aula, tutta di bambine, proprio di fronte all’entrata della scuola. In fondo c’era un tavolo con le tazze, lo zucchero e il the che i maestri bevevano durante la ricreazione – racconta Daniela Giavarina – A turno, la maestra ci faceva preparare tutto: in due si andava in bagno, a prendere l’acqua, la si metteva a scaldare e si preparavano le tazze, i cucchiaini, i tovaglioli. Lo facevano le bambine che si erano “guadagnate” la fiducia o avevano avuto dei meriti scolastici: era quindi un onore essere scelte per fare questo servizio. O almeno io lo vivevo in questo modo. Personalmente, ricordo il suo aiuto nel procurarmi i libri da leggere. Ho 57 anni, all’epoca non c’erano biblioteche o librerie fornite, specialmente in un paese piccolo come Arcole. C’era una cartoleria, ma i miei mi comperavano un libro all’anno. Io li divoravo letteralmente, finivo un volume in tre-quattro giorni ma il prestito da parte della scuola era massimo di uno al mese. Ricordo che lei faceva in modo di cambiarmelo una volta alla settimana e per questo la adoravo. Una cosa è certa: voleva che imparassimo bene i tempi dei verbi e le tabelline». E ancora: «La ricordo sempre sorridente e paziente – ricorda Daniela Zampicini – eravamo più di 30 bambine, ci ha insegnato tutte le materie. Ad ogni inizio lezione ci faceva fare la preghiera e alla fine un canto. Ho imparato tanto da lei e ne conservo un bel ricordo».

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Nella foto in evidenza la maestra Marisa Crivellente, in Bonomelli con la classe 1962 di Arcole