Rissa tra ultras, 25 denunce.

Indagini concluse

Si è definitivamente conclusa l’indagine avviata dalla Digos di Verona a seguito della violentissima rissa scoppiata tra opposte fazioni ultras lo scorso 4 febbraio nei pressi dello stadio “Bentegodi” diverse ore prima dell’incontro calcistico. Grazie al pronto intervento dei reparti, 21 tifosi romanisti erano stati immediatamente arrestati con l’accusa di rissa aggravata, possesso, utilizzo e lancio di bastoni, mazze ed oggetti atti ad offendere e travisamento.

Tifosi romanisti

Il giorno successivo, tutte le misure sono state convalidate dal Giudice; nella circostanza, è stato confermato quanto accertato dalla Digos: i tifosi romanisti erano giunti a Verona non solo per assistere alla partita, ma anche per “confrontarsi” con gli acerrimi rivali dell’Hellas Verona. Avevano lasciato le autovetture con il motore acceso in Viale San Marco, ovvero in una strada vicino allo stadio, ma fuori dal consueto percorso che i tifosi ospiti intraprendono per giungere al “Bentegodi”. Non avevano segni distintivi perché avevano timore di essere intercettati dai servizi
preventivi che il Questore di Verona aveva predisposto per creare percorsi protetti affinché i circa 1800 tifosi romanisti non entrassero in contatto con gli ultras dell’Hellas Verona.

La polizia aveva presidiato i luoghi sensibili della città

Sin dalle prime ore della mattina, infatti, le forze di polizia avevano vigilato la stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova, i caselli autostradali e le arterie principali che conducono al capoluogo scaligero. Dalla Questura di Roma erano giunte notizie che i romanisti avrebbero viaggiato in treno, su pullman organizzati, ma anche su numerosissimi veicoli privati. Il gruppo ultrà, invece, era riuscito ad avvicinarsi allo stadio in forma anonima, presumibilmente utilizzando itinerari alternativi. Gli ultras locali, come di consueto, erano arrivati allo stadio sin dalle prime ore del mattino con il preciso compito di presidiare il “loro” territorio e si erano radunati in alcuni bar della zona abitualmente adoperati come luoghi di ritrovo.

Rissa tra ultras

Improvvisamente, circa 50 ultras veronesi si sono spostati in modo compatto lungo la strada che costeggia la Tribuna Est. Dopo aver prelevato pesanti tubi camuffati da aste da bandiera da un’autovettura fatta giungere al momento sul posto, hanno travisato i loro volti con sciarpe e cappucci e si sono diretti lungo Via Pirandello in direzione Viale San Marco, dove ad attenderli si era già schierato il gruppo romanista di cui sopra, a sua volta travisato e armato di aste da bandiera. Prima si sono lanciati reciprocamente addosso bottiglie e altri oggetti contundenti, poi i due gruppi si
sono scontrati in modo feroce, anche prendendosi a cinghiate. Gli scontri sono durati pochissimi minuti in quanto tale movimento organizzato non era sfuggito agli occhi della Digos, che subito dava l’allarme per far accorrere i reparti di polizia. Percepito l’arrivo degli agenti, i facinorosi si sono dati a precipitosa fuga: i veronesi si sono dispersi a piedi nelle stradine laterali, mentre i romanisti sono scappati sulle auto lasciate con il motore acceso.

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Inseguimento

La Digos si era messa all’inseguimento di dette autovetture riuscendo a bloccarle a poca distanza con l’intervento dei mezzi di polizia. A bordo delle automobili sono state identificate 21 persone, tutte riconducibili a diverse compagini ultrà del panorama capitolino, provenienti da Roma, Ladispoli, Guidonia (RM), Zagarolo (VR), Cerveteri e Orbetello che sono state arrestate in flagranza. A seguito di perquisizione, è stata rinvenuta sostanza stupefacente (alcune dosi di cocaina e quasi 3 grammi di hashish), nonché 2 caschi ed un tirapugni celato all’interno di una scatola di cioccolatini, tutto materiale debitamente sequestrato.

Le immagini

Già nel corso della stessa nottata, dopo aver esaminato le immagini registrate nel corso degli scontri, si era tentato di arrestare (in c.d. “flagranza differita”) gli ultras dell’Hellas Verona resisi responsabili delle medesime condotte violente già contestate ai “colleghi” romani. Costoro, come prevedibile, si erano resi irreperibili. Pur avendo evitato l’arresto di polizia, a conclusione delle indagini avviate dalla Digos, 26 di loro, di età compresa tra i 17 ed i 45 anni, dovranno rispondere dinanzi all’A.G. di rissa aggravata, possesso, utilizzo e lancio di bastoni, mazze ed oggetti atti ad offendere. Tra questi, 6 sono stati denunciati anche per travisamento in luogo pubblico.

I provvedimenti

Come avvenuto in passato, anche in questa occasione si è avuta la riprova della presenza sul teatro degli scontri, al fianco degli ultras gialloblu, di elementi francesi (due, di cui uno con precedenti specifici e già sottoposto a D.A.Spo) e di ultras laziali (tre, tutti già gravati da precedenti specifici e destinatari di D.A.Spo.). Per quanto riguarda i 21 ultras nostrani, 12 di loro sono già stati sottoposti a provvedimenti di D.A.Spo. per aver commesso in passato reati in
occasione di manifestazioni sportive. Tra loro, cinque hanno già scontato per ben due volte il provvedimento amministrativo; uno di loro, addirittura, è già stato gravato da 3 D.A.Spo. Nei confronti di tutti i responsabili dei reati contestati, il Questore di Verona Ivana Petricca ha emesso 47 provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, della durata variabile da uno a cinque anni (per alcuni è stato previsto anche l’obbligo di firma).