Venivano utilizzati documenti intestati a immigrati regolari per ottenere la prescritta certificazione contributiva mentre, in realtà, venivano impiegati soggetti diversi, anche clandestini. E’ quanto scoperto dagli uomini della compagnia della Guardia di Finanza di Soave.  Nei guai un cinquantaseienne di nazionalità marocchina considerato il “caporale”, nonché rappresentante legale, di 5 società cooperative operanti nel settore agricolo.

Sfruttamento manodopera: l’indagine

L’indagine è scattata nell’ambito dei controlli svolti dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Verona, finalizzati al contrasto dello sfruttamento della illecita intermediazione di manodopera, è stata avviata una mirata attività investigativa su alcune società cooperative riconducibili a soggetti di origine marocchina con sede nell’Est veronese.

Le condizioni di lavoro

Secondo le dichiarazioni rese dai lavoratori, corroborate dagli elementi raccolti nel corsodelle attività d’indagine, gli stessi, trasferiti quotidianamente dalla provincia di Verona a quella di Ferrara, svolgevano lavori di facchinaggio e pulizia presso capannoni aziendali, principalmente nel settore dell’allevamento di pollame, con orari di oltre 14 ore giornaliere senza alcun riposo settimanale, talvolta effettuando doppio turno di lavoro. Il conducente dell’automezzo destinato al trasporto, anch’egli di nazionalità marocchina, effettuando più viaggi giornalieri e poche soste per riposare, con veicoli vetusti, accompagnava i lavoratori percorrendo oltre 750 km al giorno, mettendo a repentaglio la propria incolumità, quella dei lavoratori trasportati e quella degli altri utenti della strada.

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Controlli ancora in corso

L’indagato provvedeva ad individuare soluzioni alloggiative precarie a favore dei lavoratori irregolari che venivano sistemati, fino a 30 persone, in abitazioni di campagnafuori da occhi “indiscreti”. Al termine delle indagini, in relazione alla gravità della situazione rilevata, il pericolo di fuga, la disponibilità economica, l’inquinamento delle prove e la reiterazione del reato, è stata emessa, dal gip Ferraro del tribunale di Verona, un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari. Sono tuttora in corso controlli ispettivi da parte della Guardia di Finanza, a carattere tributario e contributivo, nei confronti di cinque società cooperative riconducibili all’arrestato che, complessivamente, vantano un volume d’affari di oltre 1.200.000 euro.