Soldi, orologi e droga nell’auto sequestrata: lo inguaia la compagna. La Polizia interviene per una lite familiare ma la convivente li conduce ad un ricco rinvenimento.

Soldi, orologi e droga nell’auto sequestrata: lo inguaia la compagna

Una lite familiare, e non la prima. Era questo il motivo della chiamata al 113 di una donna tunisina, classe ’85, che da via Salieri a Verona, in Borgo Venezia, alle 9 di domenica mattina alza il telefono e chiede l’aiuto delle Volanti della Polizia. Solo che, arrivati sul posto, gli agenti comprendono subito che c’è altro, che quella donna ha bisogno di parlare, di svelare i suoi timori, ossia di essere stata tirata dentro un giro poco trasparente di attività economiche gestite dal compagno, S.L.R., classe ’78, nato a Palermo ma residente a Verona.

Già arrestato per droga

L’uomo risulta avere precedenti per droga: nove anni fa era stato trovato nella sua auto con 1,5 chilogrammi di cocaina. E attualmente risulta coinvolto in un procedimento a Brescia per presunte truffe su auto nel mondo dell’import-export su cui sta indagando la Guardia di Finanza della provincia lombarda perché una delle parti offese e proprio bresciana e lì si sarebbe consumato il presunto reato. C’è di più: qualche mese fa il socio di fatto dell’uomo è stato arrestato dai Carabinieri a Bussolengo proprio per una vicenda legata sempre al mondo della compravendita auto con l’estero.

L’auto misteriosa

S.L.R., infatti, è titolare di una concessionaria auto in Borgo Venezia a Verona. La convivente, incensurata, spiega agli agenti che teme di essere stata utilizzata come prestanome, e spiega che l’uomo ha nella sua disponibilità, oltre ai locali della concessionaria, anche due garage, sempre in Borgo Venezia, senza regolare contratto di affitto. E che l’uomo le aveva parlato di due auto che lì custodiva, gravate da problemi fiscali, una delle quali molto importante perché all’interno vi era del denaro da andare a ritirare nel caso in cui “fosse accaduto qualcosa”, e le cui chiavi erano custodite in una borsa all’interno della concessionaria.

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Il telecomando del garage

La Polizia capisce di trovarsi di fronte qualcosa di molto più grosso, così convince l’uomo a tornare a casa per sistemare la situazione con la convivente, senza chiaramente accennare ad altro. Quando questo accetta e torna nell’abitazione, subito gli vengono mostrati dagli agenti tre mazzi di chiavi, forniti poco prima dalla donna. Senza timori l’uomo dà indicazioni e risponde con sicurezza alle domande, salvo titubare quando gli viene mostrato un telecomando per cancelli automatici.  Quell’aggeggio serve proprio per aprire un garage, dove all’interno vi è una Panda gialla, che risulta sottoposta a sequestro proprio nell’ambito dell’indagine bresciana, e intestata alla parte offesa.

Soldi e droga nel bagagliaio

Quando gli agenti delle Volanti aprono il bagagliaio dell’auto non credono ai loro occhi: impacchettati vi erano 85mila euro e, accanto, 26 ovuli di cocaina purissima per un peso di 370 grammi e un valore che si attesta attorno ai 30mila euro. L’uomo spiega che i soldi provengono dalla sua lecita attività di commerciante d’auto, mentre della droga dice di non saperne nulla. E nulla sa spiegare nemmeno quando gli agenti lo portano davanti alla sua cassaforte all’interno della quale vi sono 37 orologi, in parte sicuramente falsi, in parte presumibilmente veri, ma tutti di dubbia origine.

L’arresto

S.L.R. è stato quindi arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre è stato denunciato per ricettazione. La donna, invece, come spiegato dal dirigente delle Volanti Bruno De Santis, al momento si trova in provincia da parenti, ma non si esclude possa entrare in un programma di protezione per aver collaborato in modo decisivo alle indagini.