È stata presentata questa mattina, presso il comando provinciale dei carabinieri di Verona, la complessa indagine portata a termine dai militari di Villafranca denominata “Cemento armato”.

Gli bruciano l’automobile

Tutto è partito dalla denuncia di un imprenditore per l’incendio di natura dolosa ai danni della sua vettura avvenuto a Isolalta di Vigasio nella notte tra il 28 e 29 maggio dello scorso anno. In quell’occasione era stato intenzionalmente rotto il finestrino della vettura, un’Audi station wagon, e all’interno era stato sversato del liquido infiammabile con una bottiglietta poi trovata e sequestrata. Chiara quindi la natura dolosa. Poco prima, inoltre, era arrivata ai carabinieri di Villafranca una segnalazione da parte di un cittadino vigasiano che aveva visto una vettura aggirarsi con fare sospetto. A bordo vi erano due dei cinque arrestati, P.G. e R.M., che erano stati fermati per un controllo da parte dei carabinieri e da questo evento i militari hanno poi potuto risalire a tutti gli esecutori. L’incendio era stato poi denunciato la mattina seguente dall’imprenditore. I carabinieri hanno appurato, infatti, che si era trattata di un’azione intimidatoria a  scopo di scoraggiare la vittima nell’esercitare l’attività d’impresa e costringerla a rinunciare agli appalti per realizzare costruzioni edili. Il mandante, anche lui imprenditore, voleva quindi scoraggiare la vittima dal fare impresa e in tal modo avere campo libero dalla concorrenza, essendo le due aziende, del mandante e della vittima, ubicate entrambe a Verona. Secondo le indagini, prima di questo evento si erano susseguiti altri gravi episodi di intimidazione risalenti fin dall’inverno del 2017, con diverse minacce di morte, anche se la vittima non aveva mai dato seguito a tali minacce non rinunciando mai ai lavori appaltati.

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Cinque persone in carcere

Ben cinque persone, tutte italiane e residenti nelle province di Verona e Vicenza, sono state arrestate: si tratta di D.F., classe ‘71, originario di Foggia ma residente a Verona, ritenuto il mandante; L.D., classe ‘98, calabrese di Cosenza, residente in provincia di Vicenza; L.G., anch’egli calabrese di Cosenza, residente in provincia di Verona, classe ‘85; il leccese P.G. classe ‘96, residente in provincia di Verona, e R.M., milanese classe ‘97, residente nel veronese.  I cinque soggetti sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di tentata estorsione e danneggiamento seguito da incendio in concorso. Per uno di loro, D.F., si sono aperte le porte del carcere, mentre gli altri quattro sono finiti ai domiciliari.