Tentato furto a scuola, arrestate due persone. I due malviventi sono stati colti in flagranza di reato dai carabinieri di Bussolengo e portati davanti al giudice.

Flagranza di reato

I carabinieri di Bussolengo hanno tratto in arresto, in questi giorni, M. I., veronese, classe ’88, positivo in Banca Dati e S. R., bovolonese, classe ’79, positivo in Banca Dati, nella flagranza del reato di tentato furto aggravato in concorso.

Ladri di biciclette

I malviventi si sono introdotti nel cortile della scuola media “Leonardo Da Vinci” di Bussolengo e si sono diretti in modo furtivo fino all’area dei parcheggi, dove hanno iniziato a scassinare il lucchetto della catena di una bicicletta lì posteggiata con il chiaro intento di commettere un furto. Tale comportamento non è passato inosservato da parte del personale della scuola che ha bloccato i due rei e ha allertato immediatamente i carabinieri dell’accaduto.

La perquisizione

La pattuglia della Stazione di Bussolengo si è recata sul posto e ha svolto una serie di accertamenti per riscontrare la veridicità della segnalazione. Nello specifico, il personale che aveva notato la scena e bloccato i due individui ha rilasciato a sommarie informazioni testimoniali, confermando la dinamica dell’evento; i due soggetti sono stati quindi sottoposti ad accurata perquisizione personale: quella a carico di M. I. ha dato esito negativo mentre sono stati rinvenuti un coltello multifunzione e una tronchese, occultati all’interno del giubbino di S. R.; tali attrezzi da scasso erano quasi certamente stati utilizzati in precedenza nel tentativo di commettere il reato. Dall’interrogazione in Banca Dati, inoltre, risultano specifici precedenti di polizia per furto a carico di entrambi i malviventi.

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A quel punto, riscontrata la flagranza del reato di tentato furto aggravato in concorso, i Carabinieri hanno dichiarato S. R. e M. I. in stato di arresto mentre la bicicletta, di un valore complessivo pari a 300 euro, è stata restituita al legittimo proprietario.

 

Davanti al giudice

Questa mattina, a seguito di giudizio direttissimo, per S. R. è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p. g. con cadenza trisettimanale in attesa di determinare la pena mentre per M. I. non è stata applicata alcuna misura e la pena è stata sospesa.