I Carabinieri della Compagnia di Villafranca di Verona hanno denunciato due cittadini di origini tunisine (B.H.Y.F., classe ’65 e A.I., classe ’80) per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso e procurato allarme.

Momenti di paura a Caselle di Sommacampagna

Nella mattinata odierna, all’interno di un appartamento presso la cosiddetta corte Macaccara (a Caselle di Sommacampagna), la famiglia B.H.Y. ha tentato a più riprese di ostacolare le procedure di sfratto esecutivo a cui era sottoposta. Pertanto sono stati coinvolti i militari dell’Arma, insieme alla Polizia Locale di Sommacampagna, ai Vigili del Fuoco di Verona e al Suem 118. A più riprese si è tentata una mediazione che è durata circa 9 ore. L’uomo (B.H.Y. F., classe ’65) si era posto sul tetto dell’immobile, minacciando di gettarsi nel vuoto e tirando numerose tegole contro tutti coloro che tentavano di avvicinarsi. La moglie (A.I., classe ’80) si era invece barricata in casa, con il figlio minore (di 4 anni), minacciando a più riprese di dar fuoco all’intero stabile con l’utilizzo di alcune bombole di gas.

Dopo nove ore di mediazione i carabinieri sono riusciti a entrare

Temendo per il peggio, per preservare l’incolumità del minore e dei presenti nell’abitazione, i Carabinieri hanno attivato i due negoziatori del Comando Provinciale di Verona: essi sono figure specializzate che scendono in campo nei momenti di crisi dove è necessario stabilire un contatto; “mediatori” che vengono mobilitati, quindi, quando sussistono situazioni con ostaggi, barricamenti con o senza vittime. Dopo ore di intervento in cui si è tentata un’ opera di persuasione, i Carabinieri sono riusciti ad entrare al piano dove era presente la donna con il minore e a bloccarla definitivamente. Dopodiché il marito, che era sul tetto, ha deciso di scendere spontaneamente con l’aiuto della scala mobile dei vigili del fuoco. Per loro scatterà una denuncia a piede libero per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso e procurato allarme.  Nel frattempo grazie al sindaco del Comune di Sommacampagna è stato individuato dagli assistenti sociali uno stabile alternativo per far alloggiare temporaneamente l’intera famiglia (composta da altri tre figli che nella giornata odierna non era presenti poiché a scuola).