Una vicenda che ricorda in parte quanto avvenuto a Verona, con un fan di Salvini che ha insultato un’agente di polizia. Questa volta, invece, è toccato ai carabinieri avere a che fare con due esagitati che non si sono fatti riguardo ad offendere i militari. Proprio ieri, infatti, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Peschiera del Garda hanno tratto in arresto E. O. I., marocchino, residente a Cremella (LC), classe ’99 e G. C., cubano, residente a Castelnuovo del Garda, classe ’99, per i reati di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Nella nottata scorsa, la centrale operativa di Peschiera del Garda ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di utenti della strada in quanto in via Silani a Castelnuovo del Garda avevano notato due persone, incappucciate e vestite di scuro, aggirarsi a piedi con fare sospetto. La centrale ha quindi inviato una pattuglia del N.O.R. sul posto; i militari si sono quindi recati prontamente a Castelnuovo del Garda e, dopo accurate ricerche, hanno subito individuato i due ragazzi vicino ad un’abitazione. Alla vista della pattuglia i due sembravano visibilmente preoccupati e uno di questi ha esclamato testualmente: “No! Che palle, ancora una volta!”

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Il controllo

I carabinieri, insospettiti dalla presenza e dal comportamento dei giovani, hanno quindi proceduto immediatamente ad identificarli, notando inoltre che gli occhiali indossati da E. O. I. presentavano una evidente crepa sul vetro; i militari hanno allora chiesto spiegazioni in merito e il marocchino ha risposto che, a seguito di una rissa avvenuta nella serata, aveva preso un pugno da parte di un cittadino albanese, precisando che gliela avrebbe fatta pagare se l’avesse rincontrato. I due ragazzi sono stati controllati mediante interrogazione alla banca dati ed entrambi sono risultati positivi per reati in materia di droga e contro il patrimonio; inoltre, all’atto del controllo, hanno palesato un’evidente agitazione, dovuta probabilmente anche all’assunzione di qualche sostanza stupefacente o psicotropa.

Trovato un grosso coltello

In relazione a quanto sopra, considerato anche che i due ragazzi hanno consegnato dei referti medici riferendo di aver partecipato ad una rissa con altre persone, i carabinieri hanno ritenuto di procedere ad immediata perquisizione personale sul posto a carico degli interessati, al fine di accertare l’eventuale possesso di armi, esplosivi e/o strumenti di effrazione. La perquisizione ha avuto esito positivo solo per E. O. I. in quanto, all’interno della giaccia da lui indossata, precisamente nella tasca interna destra, gli operanti hanno rinvenuto un coltello da cucina con lama lunga 7 cm, mentre nella tasca opposta è stata rinvenuta una scatola di farmaci di tipo psicotropo, probabilmente assunti in maniera smodata dai controllati dato che i relativi contenitori erano vuoti.

I due sono stati condotti in caserma

E. O. I. non ha fornito un giustificato motivo circa il possesso del coltello, riferendo anzi che gli serviva per difesa personale; a quel punto, considerato anche che aveva appena partecipato ad una rissa con ignoti, i carabinieri hanno deciso di condurre i due soggetti in caserma per procedere alla denuncia in stato di libertà per il reato di “Porto di armi od oggetti atti ad offendere” e al conseguente sequestro del coltello. I due ragazzi si sono però sin da subito mostrati nervosi e insofferenti al controllo pertanto, già dal momento in cui erano saliti a bordo dell’autoradio, hanno cominciato in modo arrogante a lamentarsi, dicendo frasi del tipo: “siete degli sbirri incompetenti, non avete altro da fare che rompere le p*** a noi giovani che fumiamo le canne, siete dei falliti!”.

Uno dei due colpisce una militare e le dà della p…

Giunti in sede, i militari hanno fatto accomodare i due soggetti in sala d’attesa per il tempo necessario alla formulazione degli atti per poi richiamarli e farglieli visionare e firmare; a quel punto, però, G. ha preso i verbali e li ha lanciati in faccia ad una militare, urlandole contro le testuali parole: “sei una donna di m***!, non sai fare il tuo lavoro, sei una fallita, p***!”. G. è stato quindi invitato a calmarsi ma, per tutta risposta, ha spintonato la militare contro l’armadio dell’ufficio, sferrandole un pugno, dal quale si è riuscita a proteggere con il braccio, rimanendo contusa alla mano, per poi sferrarle anche un calcio al ginocchio, continuando a ingiuriarla testualmente: “sei una sbirra di m***, p***! Te la faro’ pagare! non dovevi controllarmi solo perché’ fumo le canne!”. Stante la situazione, il collega è intervenuto immediatamente e ha bloccato il malfattore, riuscendo ad atterrarlo e a contenere la sua aggressività; G. ha comunque continuato ad opporsi, dimenandosi e tirando calci nel tentativo di divincolarsi, causando nella circostanza un trauma distorsivo al carabiniere. Nel frattempo sono accorsi altri militari in supporto e, a fatica, sono riusciti ad ammanettare l’esagitato e a condurlo nella locale camera di sicurezza, dichiarandolo quindi in stato d’arresto per i reati di violenza e minaccia a Pubblico Ufficiale.

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L’altro si è messo a lanciare bottiglie contro la caserma

Nel frattempo E. O. I. è stato fatto accomodare nella sala d’aspetto dell’aliquota radiomobile ma qui ha cominciato anche lui a tirare pugni alla porta; una volta tranquillizzato, gli è stato consegnato il verbale di perquisizione ma questi lo ha appallottolato e lo ha scagliato contro i verbalizzanti. Allo stesso è stato quindi intimato di uscire dalla caserma ma il marocchino si è rifiutato urlando che non se ne sarebbe andato senza il suo amico. A quel punto gli è stato  spiegato che l’amico si era reso responsabile di aggressione, minaccia e resistenza nei confronti degli operanti e pertanto era in stato arresto e per tale motivo non avrebbe potuto allontanarsi. E. O. I. pertanto è stato accompagnato all’uscita ma, una volta fuori dalla caserma, si è recato ai cassonetti del bar “Luna”, poco distanti dalla caserma, ove si è armato di bottiglie di vetro e, dopo averle rotte, ha iniziato a scagliarle contro la caserma, proferendo parole ingiuriose nei confronti degli operanti.

Offese e minacce

Visto questo comportamento, è stato chiesto ausilio alla pattuglia del comando stazione carabinieri di Bussolengo che, una volta giunta sul posto, ha cercato di calmare il malfattore che però ha cominciato ad inveire anche contro i militari intervenuti, brandendo un pezzo di bottiglia spaccata con la quale li ha minacciati profferendo le testuali parole: “carabinieri pezzi di m***, non vi avvicinate b***, non mi toccate!”. A quel punto i militari, constatata l’impossibilità di far ragionare il soggetto, con le opportune cautele e con la collaborazione dell’altra pattuglia, sono riusciti ad immobilizzare il soggetto che ha continuato comunque ad opporre resistenza verso gli operanti, cercando anche di auto-lesionarsi provando a colpire con la testa il muro della sede; per i motivi anzidetti anche O. E. I. è stato dichiarato anch’esso in stato d’arresto e condotto nelle camere di sicurezza della stazione dei carabinieri di Peschiera del Garda.

Il processo

Stamattina è stato celebrato il giudizio direttissimo presso il Tribunale di Verona, all’esito del quale gli arresti sono stati convalidati, per E. O. I. è stata disposta l’immediata liberazione mentre per G. C. è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.