(foto d’archivio)

Gli incidenti Verona Strada Sicura: un bilancio sugli incidenti mortali. Il 2018 si chiude con il decesso di 52 persone a fronte delle 59 (17 delle quali del bus ungherese) che hanno perso la vita nel 2017.

Il quadro in esame

“Si è appena concluso il 2018 e con il presente documento intendiamo porre all’attenzione alcuni dati rispetto all’incidentalità stradale per cui siamo continuamente attivi con l’attività di prevenzione ed educazione alla sicurezza stradale – ha spiegato il presidente di Verona Strada Sicura Massimiliano Maculan –. Iniziamo con il precisare che questa analisi riguarda gli incidenti accaduti su tutto il territorio provinciale, compresa la città, ma sono esclusi i dati relativi ai decessi dei veronesi in altre province e all’estero”.

Cinquantadue vittime nel 2018

L’andamento della sinistrosità si conferma in ripresa, ma solamente se rapportato al 2017, che è stato comunque un anno particolarmente virtuoso. Va detto che negli ultimi 5 anni i decessi nella provincia hanno avuto un picco nel 2016 con 78, 73 nel 2014, 59 persone hanno perso la vita sulle strade veronesi nel 2015, 52 appunto nel 2018 e 59 nel 2017, per un totale di 321 persone, la capienza di un aereo Boeing 777. Un aereo intero di persone che in 5 anni sulle strade di Verona hanno perso la vita.

Frequenze e tipologie

Nel 2018 la tipologia d’incidenti avvenuti con maggiore frequenza sono stati quelli tra autovettura-motoveicolo (12 casi) e autovettura-autonomo (9 casi) riconducibili verosimilmente a distrazione, peraltro il dato era uguale nel 2017. Questo significa che gli automobilisti sono oltremodo distratti e provocano incidenti autonomi, senza coinvolgere altri veicoli o persone. “Il rapporto tra automobilisti e motociclisti presenta molteplici spunti d’analisi su cui poter riflettere a 360°, senza attestarsi su posizioni di comodo, sintomatiche di una infruttuosa pregiudiziale ad un dialogo costruttivo – ha continuato Maculan -. Gli automobilisti sono stati la categoria maggiormente toccata con 15 decessi: 27 nel 2016, 28 nel 2015, 23 nel 2014, seguiti poi da 13 motociclisti, 9 pedoni, 7 trasportati, 4 ciclisti. Confermata anche nel 2018 la maggiore pericolosità delle strade extraurbane come dal 2015, dovuta principalmente alla velocità mediamente superiore a quella registrata nei centri urbani. L’autostrada si conferma ancora mediamente più sicura con un limitato tasso di mortalità (5 decessi, uno in meno rispetto agli anni 2015, 2016 e 2017)”.

Il luglio nero e le fasce orarie

Il luglio nero di quest’anno, letteralmente da cardiopalmo, è stato il mese che in assoluto ha registrato il numero maggiore di decessi con ben 13 morti, destando molta preoccupazione anche tra gli “addetti ai lavori”. Il giorno più pericoloso è risultato essere il Venerdi con 10 decessi, anche nel 2017 era risultato il Venerdi con 9 decessi. La fascia oraria più a rischio è stata quella compresa tra le 10 e le 14 (14 decessi). Passando alla disamina dell’età dei deceduti, nel 2018 si registra un picco tra 18 e 29 anni e la fascia tra i 50 e 59 anni (12 morti per fascia). Per quanto concerne il sesso, l’uomo è di gran lunga il più colpito dalla mortalità con ben 39 decessi contro i 13 delle donne. I conducenti stranieri coinvolti a vario titolo negli incidenti stradali mortali nel 2018 sono stati 8 contro gli 11 del 2017 e i 21 del 2016. La forza di polizia che ha rilevato il numero maggiore di incidenti mortali è l’Arma dei Carabinieri (23 casi) seguita dalla Polizia Stradale che è intervenuta in 14 casi, seguita poi dalla Polizia Locale di Verona con 10 casi.

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Oltre 300 decessi in 5 anni

“Dai dati emersi si evidenzia una problematica, quella dell’incidentalità stradale, sempre presente e da non sottovalutare su cui è doveroso tenere alta l’attenzione sulla tematica – ha continuato Maculan -. Sono 321 decessi in 5 anni! Questi sono freddi numeri dietro cui si celano drammi, dolore di famiglie, parenti, amici che si trovano poi ad affrontare mille quesiti a cui spesso non riescono a dare una risposta. Purtroppo si è riproposta quest’anno un’alta incidentalità che ha visto coinvolti i motociclisti, ben 13 decessi, così come i 9 pedoni devono far riflettere sul fatto che l’incidente può capitare a chiunque e che la strada deve sempre essere considerata come un potenziale pericolo”.

Gli incontri e la prevenzione

L’associazione Verona Strada Sicura dal 2003 promuove incontri con studenti, genitori, persone di ogni età per migliorare la cultura di come affrontare la strada, con almeno 20 incontri l’anno, si stima che con gli incontri di Verona Strada Sicura si siano raggiunte all’incirca 60 mila persone, attraverso le testimonianze dei soccorritori delle Forze dell’Ordine, del Suem 118, dei Vigili del Fuoco, dei genitori di ragazzi che hanno perso la vita sulla strada e disabili a seguito di incidente. “Noi vogliamo pensare che le persone che abbiamo salvato con il nostro messaggio siano in numero superiore rispetto a quelle che ci hanno lasciato e viviamo nella speranza di poterne salvare sempre più. A breve inaugureremo una sede che sarà aperta al pubblico perché siamo convinti che la cultura dell’educazione alla sicurezza stradale possa implementare solo ed esclusivamente con l’aiuto e la condivisione di tutti” ha concluso Maculan.