Violenza e insulti a Pubblico Ufficiale arrestato a Bussolengo.

Violenza e insulti a Pubblico Ufficiale

Il 3 luglio i Carabinieri della Stazione di Bussolengo hanno tratto in arresto K. O. O., ivoriano, classe ’78, in Italia senza fissa dimora, operaio, positivo in Banca Dati, in flagranza dei reati di violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Una pattuglia, durante lo svolgimento di un servizio perlustrativo del territorio finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati contro il patrimonio, è stata inviata presso il residence “La Ferlina” sito in via dell’Industria a Bussolengo poiché era stata segnalata un’aggressione in atto.

Insulti pesanti contro gli agenti

A quel punto la pattuglia si è recata prontamente presso sul posto e ha subito notato che un uomo (successivamente identificato in K. O. O.) stava aggredendo fisicamente un’altra persona, afferrandola per il collo e tentando di colpirla con un pugno in volto. Immediatamente i militari sono intervenuti per provare a placare gli animi ma K. O. O. non ha accennato a calmarsi, anzi, per tutta risposta, ha proferito nei loro confronti le testuali parole “Carabinieri b***i lasciatemi stare, questo uomo di m**a mi deve dare i miei bagagli”. Nonostante ciò, i militari operanti hanno provato ancora a calmarlo, cercando di frapporsi tra il soggetto e l’aggredito ma il K. si è agitato ulteriormente pertanto, vista la situazione ormai degenerata, i Carabinieri hanno deciso di intervenire, cercando di braccarlo per ammanettarlo; K. O. O. però non ne ha voluto sapere di desistere dal proprio intento pertanto ha opposto una forte resistenza fisica nei confronti dei militari, ferendo uno di essi. Con non poca difficoltà, i Carabinieri sono riusciti comunque a bloccare e ammanettare l’individuo in escandescenza per poi condurlo in caserma.

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L’arresto

A quel punto, stante la flagranza dei reati di violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, i Carabinieri hanno dichiarato K. O. O. in stato di arresto e, dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza presso il Comando Compagnia di Peschiera del Garda, lo hanno tradotto al Tribunale di Verona per essere giudicato con rito direttissimo, all’esito del quale per il malfattore è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.