Giornate Fai d’Autunno: ecco i gioielli veronesi da scoprire.

Giornate Fai d’Autunno, l’iniziativa

Le Giornate FAI d’Autunno compiono otto anni e sono più vitali che mai. Sono giovani perché animate e promosse proprio dai Gruppi FAI Giovani, che anche per quest’edizione hanno individuato itinerari tematici e aperture speciali che permetteranno di scoprire luoghi insoliti e straordinari in tutto il Paese. Un weekend unico, irripetibile, che sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 toccherà 260 città, coinvolte a sostegno della campagna di raccolta fondi del FAI “Ricordati di salvare l’Italia”, attiva a ottobre.

Giornate Fai d’Autunno

Due giorni per sfidare la capacità degli italiani di stupirsi e cogliere lo splendore del territorio che ci circonda, invitando alla scoperta di 700 luoghi in tutta Italia, selezionati perché speciali, curiosi, originali o bellissimi.

Ecco cosa visitare

Il Cimitero Monumentale. La necessità di costruire un cimitero fuori dalle mura della città, determinata da motivi igienici e di decoro oltre che da disposizioni legislative, spinse l’ingegnere e architetto municipale di Verona, Giuseppe Barbieri, a presentare un progetto nel 1828. Il sito prescelto fu individuato alla sinistra dell’Adige, al di fuori di porta Vittoria. Il progetto, in stile neoclassico, prevedeva un ampio recinto quadrato di 182 metri per lato, con due emicicli posti a destra e sinistra dell’ingresso. Il complesso è costituito da 4 edifici mediani detti Pantheon: l’ingresso, la chiesa, un famedio per i veronesi illustri e uno per i benefattori, collegati da portici e sostenuti da colonne doriche, nei quali si possono osservare numerose sculture funebri di pregio. L’area interna è suddivisa in quattro settori dedicati alla sepoltura a terra. Il cimitero, costruito dal 1829 al 1879, fu molto apprezzato per la sua grandiosità ed eleganza.

Gran Guardia, al suo interno si trova la mostra “Il cimitero monumentale, museo a cielo aperto”, allestita al suo interno, è stata realizzata da AGEC in collaborazione con l’Archivio Tommasoli. Si tratta di una mostra emozionale che intende ripercorrere il filo della memoria nei variegati aspetti che si presentano all’interno del cimitero monumentale. L’interesse è rivolto all’architettura, alle sculture, ai monumenti e agli arredi che qui si compongono in una sorta di museo a cielo aperto, mostrando una bellezza che attraversa ormai più di due secoli. Fotografando le sculture dei monumenti in bronzo e marmo e rivedendo nelle immagini stampate quei dettagli che hanno suggerito la ripresa, ci si rende conto di essere di fronte a una città di storie e di sentimenti che continuano a vivere e ci parlano. Si crea una narrazione non lineare né descrittiva che elude la progressione cronologica per stabilire un contatto con ciò che rimane ai margini del tempo; non solo memoria dell’uomo ma anche memoria della fotografia stessa.
Palazzo Beccherle fu progettato da Giuseppe Barbieri nel 1818 su committenza di Bernardo Palmarini. Il progetto mira a riconfigurare e riordinare, dal punto di vista distributivo, una porzione di isolato già costruito e di più antico insediamento. Il Palazzo infatti si trova sull’antica via dei Brentari, oggi Stradone San Fermo, in un’area urbana a ridosso della cortina di fortificazione romana (allineata al margine di via Leoncino) coinvolta dall’urbanizzazione sin dall’epoca alto medioevale, probabilmente legata alla fondazione e alla presenza del convento Benedettino e poi Francescano di San Fermo. Dai disegni del progetto si evince la volontà della committenza di razionalizzare gli spazi interni, facendo abbattere gran parte delle strutture originarie, ampliando il cortile interno e riorganizzando il nuovo impianto, imperniandolo su di un asse centrale, così da conferire simmetria alla facciata esterna strutturata su tre livelli.

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Piazza Brà e Palazzo Barbieri, Nell’ambito del rifacimento della piazza, l’edificio più significativo fu la Gran Guardia Nuova, nato come caserma della guardia civica, divenne poi sede del comando militare Austriaco, e con l’annessione del Veneto all’Italia assunse la funzione di sede municipale con il nome di Palazzo Barbieri. La sua storia fu complessa per la scelta tra i diversi progetti presentati e per i costi richiesti dalla sua realizzazione. La Commissione dell’Ornato, incaricò Giuseppe Barbieri di presentare il progetto finale, consegnato nel 1831 e approvato nel 1835. Nello stesso anno iniziò la sua costruzione che richiese circa un decennio. Dal punto di vista architettonico presenta una facciata monumentale in stile neoclassico compresa tra due ali laterali simmetriche. Danneggiato dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, richiese un notevole intervento di ricostruzione, nel quale fu aggiunto alla facciata posteriore un edificio a semicerchio per gli uffici comunali.

Tempio Ossario per i Caduti della Grande Guerra e la cripta della Chiesa del Santissimo Redentore, L’ossario fu costruito negli anni 1930-33 in ottemperanza alle disposizioni nazionali per raccogliere e onorare il sacrificio dei 4000 caduti durante Prima guerra mondiale. Esso è situato al centro del cimitero giardino, un ampliamento del cimitero monumentale, progettato nel 1828 da Giuseppe Barbieri. Entrambi hanno in comune lo stile architettonico di carattere neoclassico, nonché l’utilizzo dei materiali lapidei. In particolare, l’ossario, progettato da Pietro Del Fabro, ha una pianta ottagonale, presenta una copertura a cupola e sulla facciata vi sono 4 colonne doriche che sostengono il timpano scolpito. L’edificio si sviluppa su due piani, con simmetria raggiata, dove sono disposte le urne che attualmente raccolgono anche i resti e i ricordi di caduti della Seconda guerra mondiale.