I parlamentari brindano con i vini dell’istituto agrario di Buttapietra. La commissione Agricoltura della Camera al Vinitaly ha degustato il Bianco delle Risorgive e il Rosso Bovolino, ottenuti dai vigneti di proprietà dello Stefani Bentegodi.

I parlamentari brindano con i vini dell’istituto agrario di Buttapietra

Brindisi dei parlamentari con il vino dei ragazzi dell’istituto agrario Stefani Bentegodi di Buttapietra. I componenti della commissione agricoltura della Camera, in visita nello stand di Confagricoltura al Vinitaly, hanno seguito una degustazione con il vino Bianco delle Risorgive e del Rosso Bovolino, ottenuti dai vigneti di proprietà dell’istituto agrario e vinificati dagli studenti con gli enologi della scuola, servito dagli studenti dell’istituto alberghiero Berti di Verona. Un prodotto di qualità, da vigneti autoctoni, frutto di un percorso di ricerca e di formazione.

La genesi dei due vini

Alcuni studenti hanno spiegato la genesi dei due vini, ottenuti da 7 ettari di vigneto della scuola, che si trova in una zona agricola ideale a Sud di Verona, tra il fiume Menago e la ciclabile delle Risorgive che collega l’Adige al Mincio. I ragazzi seguono il vigneto in tutte le sue fasi, dalle viti in campo alla vinificazione nella cantina scolastica. Le bottiglie prodotte lo scorso anno sono state 2.500. Molti di loro, interrogati dai parlamentari, si sono detti pronti a lavorare in agricoltura. Come ha spiegato il direttore della sede di Buttapietra, Pietro Bozzolin, gli iscritti alle diverse sedi dell’istituto agrario nel Veronese sono 1.700: “Si parla di crisi di agricoltura – ha detto -, ma ogni anno il numero degli iscritti aumenta. Questo significa che i ragazzi ci credono, anche perché agricoltura significa anche cura dell’ambiente e del territorio”.

La scuola è una vera azienda agricola

Il professor Matteo Ducange ha spiegato che la scuola ha dato vita a una vera e propria azienda agricola, con tanto di partita Iva, che può commercializzare i prodotti aziendali. Molti sono i progetti in cantiere sul fronte agricolo, ma servirebbe un sostegno dalla politica: “Oggi abbiamo 50 ettari di terreno coltivato – ha detto -: frutteti, seminativi, prato stabile. Non abbiamo animali perché il provveditorato non ci dà più il personale che ci servirebbe per il settore zootecnico. Abbiamo però tanti altri progetti. Uno è quello di ampliare la vinificazione, perché, oltre ai vitigni veronesi, ne abbiamo tanti altri di eccellenti: Vespaiolo, Montepulciano, Sangiovese, Cabernet, Sauvignon e altri. Potremmo fare più bottiglie e con vini diversi, ma abbiamo bisogno che la Provincia di Verona ci dia l’agibilità della cantina. Abbiamo 18 convenzioni con aziende esterne, tutto quello che produciamo lo possiamo vendere per contribuire a finanziare l’azienda agraria della scuola”.

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Il progetto sui grani antichi

Un altro progetto interessante è quello che riguarda i grani antichi: “Stiamo coltivando 21 tipi di cereali antichi, cercando di lavorare in filiera con mulino e con alcuni panificatori di Verona per far sì che il patrimonio dei cereali antichi non sia disperso e venga conosciuto. Abbiamo anche una collezione di 80 varietà di mele e pere della Lessinia, altre cultivar che si rischia di perdere perché non sono più coltivate. Con il nostro lavoro insegniamo agli studenti non solo il lavoro agricolo, ma anche a mantenere la biodiversità del territorio e a tutelare l’ambiente”. Alla fine i ragazzi hanno ricevuto i complimenti dai parlamentari e dal presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti: “Complimenti per il bellissimo lavoro che state facendo. Siete voi il futuro dell’agricoltura”.