Si chiude con entusiasmo il debutto della nuova produzione teatrale di Ippogrifo “Riccardo perso”.

Riccardo perso, sold out per l’ultima replica

Entusiasmo del pubblico ed entusiasmo di numeri. Il Teatro SS Trinità è stato riempito per quattro sere consecutive da un pubblico che ha lasciato la platea emozionato e commosso. Platea che non è stata in grado di ospitare tutti: il sold out dell’ultima replica ha lasciato fuori dal teatro decine di persone che la compagnia invita alla prossima rappresentazione di “Riccardo perso” il prossimo 18 gennaio al Teatro Stimate, sempre a Verona, per la rassegna L’Altro Teatro.

Ippogrifo produzioni, teatro indipendente

Ippogrifo è una casa di produzione indipendente: autoproduce e autosostiene le proprie attività artistiche. Il successo di Ippogrifo ruota intorno alla figura di Alberto Rizzi, affiancato dalle socie Chiara Mascalzoni (attrice, in scena nella nuova produzione “Riccardo perso” così come nel pluripremiato “Sic transit gloria mundi”) e Barbara Baldo (organizzatrice e responsabile della comunicazione). Rizzi è drammaturgo e regista di Ippogrifo Produzioni, della quale è anche fondatore e direttore artistico.
L’affetto e la stima del pubblico si consolidano e crescono di anno in anno costituendo una “community” vivacissima intorno alla indipendente casa di produzione veronese. La diversificazione e la presenza costante sul territorio da parte di Ippogrifo riscuotono l’attenzione del pubblico e si tramutano in successo soprattutto grazie al tam tam degli spettatori, alla viralità della
promozione sui canali social, alle partenership intelligenti che Ippogrifo consolida facendo rete con altre realtà.
Efficace anche la distribuzione nazionale delle produzioni di Ippogrifo che nei prossimi mesi ripartirà con una tournée degli spettacoli Iliade e “Sic transit gloria mundi” in tutta Italia.
Già si segnano in calendario i primi appuntamenti di replica per “Riccardo perso” che calcherà le scene in diversi teatri in giro per l’Italina nella prossima stagione invernale.

La scelta di un cattivo per rappresentare il malato di Alzheimer

“Certamente il Bardo ha esasperato i tratti dell’ultimo re della casata di York, creando un cattivo per eccellenza e, forse, allontanandosi dalla verità storica – spiega Rizzi – Io ho voluto prendere questo personaggio cattivo e spietato e dargli nuova vita, una immaginaria vita da vecchio e malato. Riccardo morì in battaglia a soli 33 anni. Nel mio testo invece è un vecchio costretto a destreggiarsi negli anfratti di una memoria labile e sottile, dove trova ricordi lieti e altri inquietanti, ma sempre s’imbatte nella
sua Anna, l’amore di una vita, ora amica, ora alleata, ora madre. Perché questa malattia colpisce quasi più la famiglia che il malato e non si può raccontarla se non descrivendo anche i suoi effetti su chi accudisce.  Per questo ho scelto un cattivo, perché fosse chiaro che il malato di Alzheimer è tolto a se stesso e non importa se da sano fosse gentile o crudele, buono o cattivo: ora egli è altrove e restano custodi del suo passato solo i congiunti.”
L’allestimento di “Riccardo perso”, firmato da Rizzi, conferma la natura visionaria del teatro di Ippogrifo Produzioni. La magia del teatro che si manifesta “semplicemente” attraverso l’evocazione e la parola, con una scenografia in perenne trasformazione impreziosita dalle luci disegnate da Manuel Garzetta.

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La collaborazione con l’associazione Alzheimer Italia Verona onlus

Lo spettacolo ha conseguito il patrocinio della Provincia di Verona e della associazione Alzheimer Italia Verona onlus. L’associazione è stata presente con i propri volontari alle quattro serate di debutto per una azione di sensibilizzazione e informazione concreta che si coniuga con l’operazione artistica di Ippogrifo. L’attenzione teatrale e cinematografica di Ippogrifo e di Rizzi non è nuova ai temi sociali, come già era accaduto con Tutta colpa di EvA (sul tema della violenza contro le donne) e con il
cortometraggio Sleeping Wonder (che solleva l’attenzione sulle disabilità mentali dei giovani adulti). Il femmineo e il tema dell’emancipazione femminile sono stati invece ampiamente trattati negli spettacoli Antigone 1939, Metamorfosi, Sic Transit Gloria Mundi.