Salieri, alla scoperta dell’arte dell’arco.

Al Salieri la musica di Giuseppe Tartini

Martedì 10 dicembre 2019 alle 20.45, secondo appuntamento della rassegna di Musica con un concerto dedicato alla figura del grande musicista Giuseppe Tartini a 250 anni dalla morte (1962-1770) ed agli artisti a lui coevi.

Sul palco del Salieri degli interpreti d’eccezione: Mario Brunello violoncello piccolo, Francesco Galligioni violoncello / continuo, Ivano Zanenghi liuto / chitarra , Roberto Loreggian cembalo / organo.

Il programma della serata ruota intorno a Giuseppe Tartini

Il programma ruota attorno la figura di Tartini, alla sua fama di indiscusso virtuoso e innovatore nel mondo settecentesco del violino e degli strumenti ad arco, in generale.

Il punto di partenza è l’Arte dell’Arco, serie di variazioni su una Gavotta di Corelli citata come opera fondamentale per la tecnica dell’arco in quasi tutti i trattati del ‘700, per arrivare alle Piccole Sonate a violino solo con basso ad libitum, un probabile omaggio di Tartini alle opere per violino solo così diffuse nel mondo germanico, Bach in primis.

Leggi anche:  Salieri, via alla nuova stagione con Cammariere

Tappe di questo programma sono: Giuseppe Valentini, romano, virtuoso del violino che scrive i suoi Allettamenti pieni di sorprese armoniche senza una precisa destinazione strumentale, offrendo così la possibilità di eseguire opere del repertorio violinistico al violoncello piccolo strumento molto diffuso all’epoca e ai numerosi violoncellisti della scuola italiana che usavano questo strumento;

Il napoletano Francisco Andrea Caporale, virtuoso di violoncello piccolo, finito alla corte di Händel a Londra e dal quale riceve numerosi “soli” proprio per violoncello piccolo; Antonio Vandini, bolognese, per trent’anni direttore della musica alla Basilica del Santo a Padova, dove collaborò e strinse grande amicizia con Tartini: per Vandini, altro virtuoso di violoncello piccolo a cinque corde, Tartini scrisse i suoi due Concerti dedicati a questo strumento;

Luigi Boccherini, figura fondamentale nella storia del violoncello, il quale possedeva un violoncello piccolo, chico, che giustifica l’uso di passaggi estremamente acuti nelle sue brillanti composizioni.