Tocatì la Bretagna sarà l’ospite della 17esima edizione.

Tocatì la Bretagna sarà l’ospite della 17esima edizione

Dal 12 al 15 settembre Verona torna ad essere il palcoscenico del Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada, organizzato dalla Associazione Giochi Antichi con il contributo ed il patrocinio dalla Camera di Commercio di Verona.

Salvaguardia dei giochi

Tocatì è al terzo anno del percorso di candidatura al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale UNESCO: Salvaguardia, Impegno ed Evoluzione saranno i simboli che racconteranno i valori legati al gioco in questo Tocatì 2019. Ospite d’onore della 17esima edizione del Tocatì è la Bretagna che animerà il centro storico di Verona con i suoi giochi, danze e musiche tradizionali. Riconfermata per questa diciassettesima edizione la collaborazione con AEJeST e rafforzata ulteriormente quella con MIBAC e ICDE – Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia. Come in tutto il mondo, i giochi tradizionali in Bretagna sono, in genere, la rinascita di pratiche antiche, resti di storia in cui i meccanismi culturali e sociali di epoche passate vengono riprodotti a vuoto. I giochi tradizionali sono stati a lungo sospettati o condannati dai poteri spirituali e temporali perché occupavano il “tempo libero” del popolo, tempo libero che i governanti hanno sempre voluto controllare. Già nell’antica Grecia il filosofo Platone dichiarava “se vuoi controllare il popolo, controlla la sua musica”, e possiamo aggiungere la sua cultura, i suoi momenti di libertà, i suoi momenti di celebrazione, i suoi giochi. Lo spazio temporale della celebrazione è sempre stato un luogo di accoglienza per i giochi popolari, facente funzione di processo di auto liberazione dello spirito attraverso il Gioco (liberazione dell’inventiva, immaginazione di nuovi mondi, ecc….). La società civile, in particolare quella rurale, in Bretagna ha sviluppato forme originali di espressione culturale di pratiche ludiche che sono, tuttavia, universali. Si sono sviluppate microsocietà culturali, mostrando da una parte un bisogno di emancipazione dal potere, e dall’altra anche dalle comunità vicine.