Amia tra operazione Albania e nuovi obiettivi risparmi per 150 mila euro.

Amia tra operazione Albania e nuovi obiettivi

La Regione Veneto ha autorizzato nei giorni scorsi la proroga per il conferimento di rifiuti urbani prodotti nell’ambito territoriale dei Consigli di Bacino “Verona Nord” e “Verona Città”, presso la discarica regionale sita in comune di Sant’Urbano. La richiesta dei Consigli di bacino, finalizzata a scongiurare il possibile insorgere di problematiche igienico-sanitarie conseguenti ad una mancata gestione dei rifiuti urbani prodotti nel proprio territorio, nasceva dalla necessità di dare una soluzione alla situazione di emergenza nella gestione dei rifiuti urbani che avrebbe potuto verificarsi su buona parte del territorio provinciale di Verona, come conseguenza della limitata capacità di smaltimento del rifiuto urbano nella discarica provinciale di riferimento, nonché della scarsa disponibilità di trattamento degli impianti di incenerimento presenti sul territorio regionale, sia extraregionale.

La concessione è stata prorogata

La concessione, in scadenza il 30 giugno, è stata prorogata fino al 30 settembre 2019. Sempre in tema di discariche, è stata prorogata fino al 2029 la concessione alla società di via Avesani di continuare a smaltire i rifiuti cittadini presso la struttura legnaghese di Torretta. Il presidente Bruno Tacchella interviene per commentare queste operazioni e fare chiarezza su altri temi, dall’operazione in Albania, alle iniziative di alcuni consiglieri comunali denominate forse un po’ troppo “eufemisticamente” “salva-Amia”. “La possibilità di continuare a conferire rifiuti urbani ingombranti presso la discarica tattica regionale di Sant’Urbano nel padovano rappresenta un’ottima notizia, sia dal punto di vista ambientale, sia sotto quello gestionale-economico – afferma Tacchella – L’operazione consentirà infatti per le casse di via Avesani un risparmio stimabile in circa 150 mila in soli 3 mesi. Una cifra considerevole tenuto conto della particolare situazione economica attraversata da Amia ereditata dalle precedenti gestioni. Continueremo contestualmente ad utilizzare fino al 2029 l’impianto di Torretta ed anche in questo caso la scelta si rivela particolarmente vantaggiosa sotto il punto di vista economico, consentendo un notevole risparmio rispetto a soluzioni di tipo extra-Regione. Si ètanto parlato nei giorni scorsi di Albania, di costi relativi a tale operazione, che è bene ricordare non è stata decisa dall’attuale governance, e di possibili iniziative anche di carattere istituzionale e amministrativo (l’argomento è stato al centro dell’ultima seduta del Consiglio comunale). Cosiddette mozioni presentate da alcuni consiglieri che, pur essendo lodevoli, positive e apprezzabili per finalità e contenuti, non bastano certamente per essere etichettate come “salva- Amia”.

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La richiesta delle documentazioni dettagliate

E’ stato proprio l’attuale cda di Amia a richiedere infatti documentazioni dettagliate e chiarimenti su spese ed attività sostenute dalla società Eco Tirana (di proprietà al 51% del Comune di Tirana e al 49% di Agsm Albania), che nel solo 2018 ha sostenuto spese per le sue attività di circa 180 mila euro. Spese ingiustamente sostenute da Amia – prosegue Tacchella – Per tale motivo, in accordo con tutti i consiglieri di amministrazione della società, abbiamo già provveduto ad inviare alle società albanesi il rimborso dl tali spese. Amia non pagherà più e non intende mai più fasi carico di costi relativi alle attività in terra albanese e valuterà, una volta ottenuta tutta la documentazione, se proseguire questa “avventura”, con luci ed ombre, fuori confine. Proprio per questo motivo, in funzione di una maggiore chiarezza possibile e di un maggiore controllo sull’operazione-Albania, l’attuale cda di Amia ha richiesto formalmente che all’interno del prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione di Eco Tirana sia presente un suo rappresentante. Le mozioni dei consiglieri comunali, la ventilata ipotesi (poi naufragata) del distacco di una ventina di nostri dipendenti in Agsm, rappresentano quindi iniziative che nel concreto non hanno portato fino ad oggi a nulla. Grazie alla collaborazione ed alla sinergia tra i componenti del cda, in poco meno di un anno siamo riusciti con i fatti e non a parole a far sì che la situazione generale dell’azienda non precipitasse, tutelando la solidità della società e la sicurezza