Sciopero regionale della sanità privata presidi anche a Verona. Interessate da sciopero e presidio tutte le strutture della sanità privata accreditata della regione.

Sciopero regionale della sanità privata presidi anche a Verona

“Nel settore della sanità privata stiamo vivendo una situazione paradossale – spiegano FP CGIL – CISL FP – UIL FPL – nella quale gli imprenditori privati non sono disponibili a rinnovare il contratto nazionale di lavoro scaduto da oltre 12 anni perché ritengono che le risorse debbano essere messe integralmente dallo Stato e dalle Regioni come fatto per i dipendenti della sanità pubblica. Ne abbiamo viste e sentite tante in questi anni ma è francamente originale che aziende private che registrano profitti significativi, grazie alle convenzioni con le quali operano in un mercato protetto, reclamino soldi da Stato e Regioni minacciando, diversamente, di non procedere al rinnovo del contratto”. Per questo oggi si terrà una giornata di sciopero anche a Verona di tutte le strutture afferenti a Aris e Aiop del Veneto, e sarà svolto contestualmente un presidio davanti a Villa Salus a Mestre dalle 11 alle 13.

Le strutture interessate

Interessate da sciopero e presidio tutte le strutture della sanità privata accreditata del Veneto: Ospedale Sacro Cuore di Negrar, Casa di Cura Pederzoli di Peschiera, Casa di Cura Villa Garda, Casa di Cura Villa Santa Giuliana, Casa di Cura Villa Santa Chiara,Centro Riabilitativo Veronese, Clinica San Francesco. Le OOSS FP CGIL CISL FP UIL FPL sono in attesa di essere convocate dall’assessore regionale Lanzarin per verificare budget, tariffe e utili della sanità privata veneta.

Leggi anche:  A Verona il seminario di CereaBanca per gestire i crediti commerciali

Le richieste

“Da un lato si lamenta il ruolo ‘invasivo’ dello Stato ritenendo che anche nella sanità dovrebbe essere maggiore lo spazio regolato ed affidato al mercato, come se la salute si potesse vendere ed acquistare al supermercato alla pari di beni commerciali, dall’altro, però, si rivendica che sia lo Stato a mettere le risorse per far funzionare i servizi privati e per pagare i dipendenti. È un concetto di libero mercato che ci sfugge; profitti al privato con i soldi delle tasse pagate dai cittadini. Dopo 12 anni noi riteniamo vergognoso che migliaia di lavoratori veneti che garantiscono con il proprio lavoro, con competenza e professionalità il raggiungimento di importanti risultati per queste aziende abbiano le retribuzioni ferme al biennio economico 2006/2007. Inaccettabile e poco dignitoso anche per le parti imprenditoriali che ostinatamente intendono proseguire su un terreno di scontro. Il tempo è scaduto e non ci sono più scuse. Subito il contratto nazionale ai lavoratori” si conclude il documento.