Una lista nata con gli attuali consiglieri in opposizione all’interno del Consiglio arilicense, supportato da una cinquantina di persone con le quali stanno lavorando al programma elettorale.

Il candidato

Nato a Tregnago nel 1972, sposato con 5 figli Davide Fasoli abita a Peschiera del Garda dal 2000 ed è un ingegnere clinico, un professionista che gestisce l’apparecchiatura elettromedicale nei due ospedali di Verona. Il debutto sul panorama politico è avvenuto nel 1995 a Illasi, dove ha ricoperto negli anni il ruolo di assessore e consigliere sia in maggioranza sia in minoranza. Arrivato a Peschiera del Garda ha portato avanti, dal 2009, il suo impegno prima nelle elezioni del 2009 con la Arilica e candidato sindaco Daniele Reversi, poi entrando nel gruppo di Voce ai Cittadini con Giuditta Bolognesi candidato sindaco nel 2014.

Qual è il motivo principale della sua candidatura?

“Il motivo principale di questa candidatura è la voglia di portare i cittadini al centro dell’azione, con condivisione, partecipazione e trasparenza. Vorremo dare un ‘giro di volta’ dopo trent’anni dove la partecipazione dei cittadini è stata richiesta solo al momento delle elezioni. Essendo alternativi a chi sta in amministrazione e alla Lega, abbiamo deciso di non fare una lista prettamente partitica. Nel nostro progetto prevediamo anche referenti in ogni zona e quartiere. Siamo convinti che le decisioni sul territorio vadano prese insieme. Abbiamo un paese ricco, un paese con tante risorse culturali e turistiche che hanno lasciato i predecessori, vorremmo farle fruttare anche aiutando persone che si trovano in difficoltà”.

Quali sono i vostri obiettivi?

“La Civica proporrà un programma, per il quale stanno già lavorando una cinquantina di persone, basato su alcuni capisaldi: la valorizzazione del patrimonio culturale per il turismo, la tutela dell’ambiente e del territorio e la risoluzione dei problemi viabilistici; l’attenzione ai temi del sociale, alle famiglie e alle persone in difficoltà; l’incessante e costante attenzione ai settori della cultura e dell’istruzione; la trasparenza verso i cittadini e le associazioni; un nuovo ruolo di Peschiera, in relazione con le altre amministrazioni comunali. La nostra proposta nascerà dal confronto con le categorie economiche, le associazioni, i quartieri e che sarà portato avanti attraverso un costante confronto. Le persone che aderiscono a questo progetto saranno rappresentative di interessi collettivi e saranno ognuna portatrici dei valori di trasparenza, solidarietà e sussidiarietà. Il progetto è aperto a quanti si riconoscono in questo documento di intenti e che liberamente vorranno dare il proprio contributo di idee e di tempo. Peschiera del Garda può cambiare il modo di essere amministrata. Tutti i cittadini possono incidere e determinare questo miglioramento”.

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In questa fase di costruzione come avete scelto di lavorare?

“Ogni giovedì ci riuniamo e raccogliamo sempre più persone che hanno la volontà di contribuire alla costruzione del programma, è l’espressione civica più alta che stiamo avendo, perché è spontanea. Vogliamo far uscire Peschiera dall’isolamento, perché negli anni non è stata alimentata la relazione con le altre amministrazioni comunali. Dagli altri possiamo imparare e pensare a progetti sul territorio. Andremo a valorizzare assolutamente il patrimonio del turismo in maniera responsabile. Stiamo pensando a soluzioni che vedono anche la possibilità di utilizzare degli spazi come parcheggi scambiatori. Vorremmo rivitalizzare il centro per tutti, limitare il traffico solo ai cittadini, non solo quelli che vivono in centro, in alcuni momenti. Inoltre puntiamo alla riqualificare della zona della stazione, del Genio, del mandracchio. Prima di reimpiegare ancora territorio, proviamo a ripensare all’utilizzo pubblico di questo, soprattutto di quelle aree demaniali esistenti”.

E sul tanto chiacchierato progetto dell’ex casa di riposo Gandini?

“Per noi è fondamentale mantenere gli spazi della struttura di proprietà del Comune. Noi vogliamo continuare ad avere l’utilizzo di quegli spazi. Sulla Gandini ci dovremo mettere le mani per verificare le possibilità di riqualificazione o ricostruzione. Inoltre una parte di quel complesso era stata ristrutturata nel 2003 con soldi pubblici e ha una serie di potenzialità”.

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