“Si conferma l’urgenza di intervenire concretamente per le famiglie – afferma Filippo Grigolini presidente di Famiglia è Futuro – sono solo 1.910 i nati nel comune di Verona nel 2018. 33 in meno dell’anno precedente, proseguendo un trend inesorabilmente negativo che, numeri alla mano, ha visto calare il numero dei nati del 20,5%: in dieci anni mancano all’appello poco meno di 500 veronesi. Dai dati recuperati dal sito del Comune di Verona infatti nel 2009 i nati erano 2.403 contro i 1.910 del 2018. Calo preoccupante che sembra interessare solo a parole o in prossimità di scadenze elettorali”.

“Assenza totale di una svolta politica”

“Ciò che ci rammarica di più leggendo questi dati – afferma Andrea Cona consigliere in terza circoscrizione – è l’assenza totale di una svolta politica, economica e sociale dell’amministrazione comunale, l’attuale come le precedenti del resto. Nulla si è fatto per incentivare la nascita, la crescita e lo sviluppo delle famiglie veronesi. Si pensi agli incentivi per i giovani sposi, il sostegno economico per i nuovi nati, le rette degli asili nido, l’adeguamento delle tariffe comunali delle utenze municipali, dei trasporti pubblici, delle mense scolastiche. Solo un timido recente approccio al fattore famiglia, limitato però alla sola partecipazione ai centri estivi. Troppo poco”.

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Zerman: “Investire nella famiglia è indispensabile”

Elena Fasoli, vice Presidente dell’ottava circoscrizione, sottolinea che anche un’amministrazione comunale, se pur non possa risolvere direttamente il problema della natalità, debba comunque contribuire concretamente a creare una cultura a favore della maternità e a sostegno della libertà di delle donne di vivere la gravidanza senza pensieri sulle ripercussioni economiche. “Investire nella Famiglia diventa indispensabile – afferma Antonio Zerman vice presidente di Famiglia è Futuro, consigliere nella seconda Circoscrizione da sempre attento alle dinamiche demografiche – perché crea occupazione, genera il futuro, lo sviluppo e il benessere di una città. È necessario pianificare un progetto complessivo a medio termine di politiche familiari dal tempo libero, alla cultura al turismo. Auspichiamo quindi – prosegue – che gli amministratori innanzitutto leggano i dati che pubblicano ma soprattutto agiscano di conseguenza investendo risorse volte a invertire questa tendenza”.