Autonomia del Veneto, Zaia risponde a Fraccaro.

Perplessità

“Replico al ministro Fraccaro con serenità e con spirito costruttivo, perché da una sua dichiarazione nella quale afferma che ‘sicuramente la legge delega proposta da Zaia non è la strada migliore per garantire competenze e risorse’ è difficile ricavare un’interpretazione autentica. E comunque lascia perplessi”.  Interviene così il presidente della Regione del Veneto, LucaZaia, in merito alle affermazioni del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, sul tema dell’autonomia.

Articolo, non legge

“Prima di tutto il Ministro parla di Legge Delega e la Legge Delega non esiste – precisa il presidente veneto –. Qui si parla esclusivamente del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, e quindi di un’intesa che dobbiamo firmare con il Governo di cui lui è un illustre rappresentante, il quale, peraltro, ben conosce il valore e il significato dell’autonomia, vivendo ed essendo stato eletto in un territorio come la Provincia Autonoma di Trento”.

L’intesa c’e da mesi

“Devo pertanto dedurne che se, parlando di legge delega, il Ministro si riferisce invece all’intesa – prosegue Zaia –, si sappia che quest’ultima è pronta da mesi, dai primi di ottobre, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dal ministro Stefani che l’ha consegnata al premier Conte. Una bozza d’intesa che deriva da una nostra proposta, costruita sulla base della Costituzione, e cioè comprensiva delle 23 materie che la Legge fondamentale dello Stato prevede. Se Fraccaro, dalla sua autorevole posizione, fa queste affermazioni, significa forse che ha in mente qualcos’altro e se questo qualcos’altro è un’autonomia ancora più forte, meglio che lo dica subito o mai più, anche per rispetto all’impegno di tutti quelli che su questo progetto hanno lavorato: il nostro, quello dei ministri, in primis del ministro Stefani, e soprattutto di quasi due milioni e mezzo di veneti che sono andati alle urne per pretendere l’autonomia e che stanno guardando con ansia e apprensione all’esito di questa storica iniziativa”.

La conclusione pungente di Zaia

“Quindi – conclude Zaia –, Fraccaro ci spieghi il significato delle sue parole e se ha idee migliori le renda pubbliche, così almeno le conosceremo tutti, perché il nostro board scientifico fino a qui è arrivato esclusivamente sulla base di una lettura della Costituzione che ha trovato fondamento in una sentenza della Corte Costituzionale. Se Fraccaro intende dire che si può modificare la Costituzione, inserendo dopo le parole Trento e Bolzano anche la parola Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, dando così a tutti la piena autonomia che possiedono Trento e Bolzano, è bene che sappia che questa proposta io l’ho fatta in tempi non sospetti e quindi sono sempre qui ad aspettarla a braccia aperte”