Il presidente del Veneto Luca Zaia ieri ha incontrato il ministro Francesco Boccia. Nessun passo indietro per il Veneto ma posizioni ancora distanti con il Governo.

Autonomia: Zaia incontra il ministro Boccia

Incontro tra Zaia e Boccia sull’autonomia del Veneto. Ottantatre pagine per esplicitare, in quattro capitoli, la proposta della Regione Veneto per l’autonomia differenziata in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. È il documento che il presidente del Veneto Luca Zaia ha consegnato al ministro per gli affari regionali Francesco Boccia, giunto ieri 23 settembre, in visita a Palazzo Balbi. Si tratta del primo appuntamento di un giro di incontri con le Regioni, a cominciare da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, che stanno chiedendo maggiori forme di autonomia. Nel corso della mattinata, Boccia e Zaia hanno discusso per circa 45 minuti. Successivamente, l’incontro è stato allargato all’intera delegazione trattante del Veneto.

“Penso sia fondamentale parlare con il ministro: io mi sento tranquillo, solo i pessimisti non fanno fortuna. Provate a pensare alle Olimpiadi” ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, prima dell’incontro con il ministro Boccia.

A Boccia è stata consegnata da Zaia una copia del documento sull’autonomia del Veneto con qualche modifica, rispetto al testo presentato al precedente governo.

Com’è andato l’incontro?

«Il mio incontro con Luca Zaia? Ottimo. Io faccio calmare tutti». Sono queste le parole del ministro Francesco Boccia dopo l’incontro con Zaia.

Dalle parole del ministro, pare chiaro che l’incontro ha ribadito che le posizioni sono ancora molto distanti, nonostante Zaia abbia dato il benvenuto al rappresentante del nuovo governo con una “concessione” di cortesia istituzionale che mira a depotenziare le polemiche sull’Autonomia scatenate da esponenti politici del Centrosud secondo i quali si tratterebbe di un provvedimento “spacca-Italia”. Proprio per togliere di mezzo queste polemiche, Zaia ha introdotto nella bozza un nuovo articolo, una sorta di premessa, che inquadra senza ombre il trasferimento delle competenze alla Regione nella cornice dei principì di «coesione nazionale, solidarietà e unità nazionale». Ma nel merito, nessun passo indietro del Veneto: nella nuova bozza sull’autonomia della regione consegnata al ministro Francesco Boccia, «si prevede – ha confermato il presidente Luca Zaia – la richiesta di tutte le 23 materie».

«Non può passare il principio – ha ricordato, riferendosi al modello differenziato di autonomia – che l’abito di uno debba andare bene a tutti. Puoi sistemarlo, puoi adattarlo, ma se mi offrono un modello con 4 o 5 taglie in meno vuol dire che non abbiamo a che fare con un buon negozio».

«L’incontro è stato positivo – ha riconosciuto il governatore del Veneto -. La regola è sempre la stessa: la nostra unica volontà è di portare a casa l’autonomia. Abbiamo fatto un bel lavoro. Il ministro ha riconosciuto che il Veneto ha lavorato ed è stato apripista». «Nella bozza consegnata oggi – ha aggiunto – il primo articolo è la novità che ho voluto far inserire e parla chiaramente di coesione, solidarietà, sussidiarietà, unità nazionale. Premesso questo,si può parlare di autonomia? Sono 30 anni che tentiamo questa operazione. È pur vero che dovremo confrontarci. Oggi ho consegnato al ministro la nostra bozza di intesa. In questa bozza ci sono 68 articoli e ricordo che il primo articolo è la novità che ho voluto far inserire e parla chiaramente di coesione, solidarietà, unità nazionale, sussidiarietà».

Il ministro Boccia riconosce senza imbarazzi la distanza tra il governo e il Veneto sul tema dell’Autonomia.

«Abbiamo le nostre idee, non sono venuto qui con degli appunti precompilati. – ha detto Boccia – Il presidente Zaia mi ha consegnato le proposte della Regione Veneto e io ho trasmesso i 36 rilievi che ho trovato». Boccia ha insistito sulla volontà del Governo di arrivare ad un modello sull’autonomia differenziata «che capovolge il meccanismo seguito fino ad ora», e che rappresenti «una lotta senza quartiere alle disuguaglianze, che ci sono ovunque anche nel Nord e in Veneto». «Sono venuto qui perché penso che l’autonomia differenziata sia un punto fermo del programma del nostro governo e noi vogliamo farla. Vogliamo farla bene, in maniera coerente ma deve diventare una lotta alle disuguaglianze tra Nord e Sud, tra Nord e Nord e tra Sud e Sud». «L’incontro è stato proficuo, costruttivo è andato molto bene ed è stato di totale collaborazione – ha sottolineato- siamo entrati nel merito e quando si entra nel merito inevitabilmente le persone di buon senso che hanno a cuore il nostro paese trovano delle soluzioni. Un ottimo primo incontro e ora lavoreranno i tecnici».

«Lo scontro tra Nord e Sud è la trasformazione, purtroppo irresponsabile, di chi ha usato l’autonomia come manganello contro una parte del Paese. Un errore gravissimo, perché ci vuole poco a mettere nella società il seme anche del conflitto» ha detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Alla domanda dei cronisti se a tutte le Regioni suggerirà di avanzare la richiesta di autonomia, il ministro ha spiegato «non posso chiederlo a tutti ma lo consiglio a tutti». «Le 5 Regioni che già ce l’hanno – ha spiegato – hanno, come noto, molti dossier aperti con lo Stato ed è giusto allineare quei dossier, nonostante la specificità che hanno attraverso i loro statuti speciali».