Non demorde la Cooperativa SOS Casa di Villafranca nel portare all’attenzione dell’opinione pubblica il grave problema di chi non trova una casa popolare

Non demorde la Cooperativa SOS Casa di Villafranca – costituita nel 1990 dalla Comunità Emmaus – nel portare all’attenzione dell’opinione pubblica il grave problema di chi non trova una casa popolare e nel contempo si assiste allo stato di degrado in cui versa il patrimonio abitativo pubblico. Il 20 febbraio lo ha fatto invitando all’Auditorium Comunale di Villafranca alcuni candidati al Parlamento Italiano.

“È doveroso da parte nostra portare all’attenzione di tutti – ha tenuto a precisare Renzo Fior, responsabile della locale Comunità Emmaus – il problema casa e, per contro, denunciare la progressiva latitanza degli enti pubblici preposti (nazionali e regionali), che non stanziano fondi adeguati, da destinare in particolare alle Ater provinciali (Aziende territoriali per l’edilizia residenziale), gestori delle case popolari”. 

La Cooperativa SOS Casa ha chiesto e ottenuto da Ater cinque alloggi inutilizzati per ristrutturarli e assegnarli a giovani, famiglie e altri casi con limitate possibilità di reddito. “L’intesa è che alla fine del comodato gli alloggi – ha ricordato Renato Ferraro presidente della Cooperativa – ritornino nella disponibilità pubblica”. Questo però non basta ed “è solo una piccola goccia in un oceano. È tempo che la politica faccia il suo dovere con proposte concrete e fattibili. È per questo che abbiamo voluto incontrare alcuni candidati del territorio al Parlamento. Dispiace che la risposta dei candidati non sia stata adeguata. Noi però non molliamo la presa”.

All’incontro erano presenti anche Marco Montresor del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari) di Verona e Massimo Castellani, Segretario generale della Cisl di Verona. “Serve uno stanziamento – ha detto Montresor – di fondi a livello regionale dell’1% per sistemare tutti quegli immobili di edilizia popolare che attualmente risultano sfitti e inutilizzati e che comportano comunque delle spese per lo Stato”.

Leggi anche:  Sabrina Brunelli scrittrice veronese della "resilienza"

“Esigenza abitativa, ambiente e territorio – secondo Massimo Castellani – sono politiche da sviluppare assieme con tutti i soggetti sociali che hanno a cuore i problemi di questo Paese. Serve quindi uno sforzo comune perché l’ambiente sia ospitale e ci si possa vivere, lavorare e progettare nel rispetto della cultura degli abitanti”.

La parola è andata poi ai candidati al Parlamento presenti. Maurizio Facincani del PD ha detto che si impegna “a collaborare, sia che sia eletto o no, con Emmaus e tutti soggetti coinvolti su questo tema per costruire un disegno di legge che metta a sistema le disponibilità pubbliche e private per costruire un progetto di integrazione, che tenga insieme le necessità di chi ha bisogno di una casa, la necessità di ristrutturazione del patrimonio esistente e salvaguardare il tessuto sociale che sta attorno alle persone che abitano nelle case da assegnare o da ristrutturare”.

“È assurdo che ci siano a Verona 500 appartamenti Ater vuoti – ha detto Fiorenzo Fasoli di Potere al Popolo – e 9mila case sfitte. C’è quindi una disponibilità di accesso alla casa notevole e poi dall’altra parte abbiamo situazioni di degrado e crisi sempre più forti. Occorre quindi cambiare la politica portando le questioni sociali al centro della stessa e non relegarle come marginali rispetto al fiscal compact o al pareggio di bilancio”.