Pfas chiesta nuova commissione d’inchiesta su responsabilità politiche. I consiglieri regionali Ruzzante, Guarda e Bartelle accusano apertamente Galan e Zaia di non aver vigilato.

Pfas chiesta nuova commissione d’inchiesta su responsabilità politiche

“Una nuova commissione d’inchiesta sulla contaminazione da Pfas in Veneto, incentrata esclusivamente sulle responsabilità politiche ed istituzionali, visto che la precedente ha lavorato su informazioni parziali, lacunose e comunque sorpassate dagli eventi”. È questa la richiesta di Piero Ruzzante (LeU), Cristina Guarda (AMP) e Patrizia Bartelle (IiC).

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“Chiamate in ballo Provincia di Vicenza e Arpav”

“Dalla chiusura dei lavori e, soprattutto, da quella delle indagini da parte della Procura di Vicenza sono cambiate alcune cose, a partire dalla relazione del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri (Noe) di Treviso che chiama in causa sia la Provincia di Vicenza che Arpav e le loro omissioni, datate addirittura 2006. Da anni sollecitiamo totale chiarezza sulle responsabilità tecniche e politiche in relazione alla contaminazione da Pfas e l’indagine ha squarciato un velo. Certi comportamenti hanno provocato ritardi scandalosi nella salvaguardia dell’ambiente e della salute cittadini e, di conseguenza, una gravissima ferita alla credibilità delle istituzioni e della politica vicentina e veneta. Una ferita che saremo in grado di sanare solo dopo che la verità sarà finalmente emersa, quando potremo scrivere e certificare dove tecnici e politici hanno fallito in questi anni e come porvi rimedio”.

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“Galan e Zaia avrebbero dovuto monitorare”

“E perciò sosteniamo la necessità di istituire una nuova commissione straordinaria – spiegano i tre esponenti di opposizione – Il Consiglio si responsabilizzi e autonomamente, spogliandosi di ogni tifoseria partitica, chiami in causa non solo dirigenti e tecnici di Asl e Arpav responsabili dei controlli e delle rilevazioni citate dal Noe nell’indagine, ma anche i politici, la presidente della Provincia di Vicenza, gli assessori coinvolti, così come Zaia e Galan che, in quanto ai vertici della Regione Veneto dal 2006 al 2013, il primo come presidente e vice il secondo come presidente, avrebbero dovuto monitorare e intervenire, denunciando la contaminazione e proteggendo la popolazione coinvolta anziché sottovalutare il problema e tacciare di allarmismo cittadini e comitati”. “La verità è che nessuno nella maggioranza leghista e di destra, che da 25 anni governa il Veneto, ha mai voluto analizzare mancanze e leggerezze della politica e che hanno condotto alla drammatica situazione ambientale e sanitaria in cui ci troviamo oggi, per i Pfas e per tutte le altre contaminazioni che insistono sul nostro territorio: questa gravissima tendenza deve assolutamente essere invertita”.