Stefano Bertacco, assessore ai Servizi sociali e senatore: “Paragonare il caso del piccolo Marco a quello di Bibbiano è schifosamente strumentale. Invito l’avvocato Miraglia ad andare lunedì stesso in Procura per dare avvio alle verifiche di cui parla. Ricordo a tutti che, nell’immediatezza dell’allontanamento, il Sindaco scrisse una lettera al Ministro della Giustizia Bonafede e io stesso presentai un’interrogazione parlamentare che attende ancora risposta (chiedo al Ministro Fontana di intervenire), per segnalare l’ingiustizia perpetrata nei confronti del piccolo Marco”.

“La verità spero sia accertata al più presto”

“La verità, spero, sia accertata al più presto e difenderò in ogni sede la mia reputazione. Non ci sto ad essere diffamato. Chi mi conosce sa con quanta dedizione svolgo il mio incarico. Sono pronto a rispondere a qualunque cosa nelle sedi competenti. Il tema della tutela minorile è un problema serio e delicato, è evidente a tutti che deve essere profondamente riformato. Io ci sto provando in Parlamento, ed insieme ad altri miei colleghi, ho depositato un disegno di legge per l’abolizione del Tribunale dei minori e, conseguentemente, per l’istituzione del Tribunale della famiglia. Non sono mai stato e mai sarò alla ricerca della notizia ad effetto o in cerca di notorietà. Preferisco lavorare ogni giorno, cercando di espletare nel miglior modo possibile gli incarichi che ricopro”.

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“La invito a citare anche e in tribunale”

“Quindi – continua Bertacco – avvocato Miraglia, la invito a citare anche me in Tribunale, perché le sue parole sono pesanti ed io ora mi aspetto da lei coerenza e non solo annunci ad effetto. Sono mesi che dice di voler denunciare l’assistente sociale e i responsabili dei Servizi sociali del Comune di Verona e non l’ha ancora fatto, perché? Intanto rilascia interviste dicendo inesattezze sulla decisione della Corte, ma ognuno risponde prima di tutto alla propria coscienza e poi del suo operato. Aspetto con trepidazione la sua denuncia perché, oggi, lei ha ingiustamente diffamato un’intera città. Un’ultima cosa, volevo ringraziarla per tutti gli insulti ricevuti sui vari social, più o meno pilotati da associazioni in difesa di Marco, alcune delle quali, tra l’altro, ho anche ricevuto in ufficio. Conservo ancora il biglietto da visita di uno di loro che si offriva, chiaramente dietro compenso, come consulente legale”.