Si è tenuto due giorni fa il Consiglio provinciale bresciano che ha rimesso in discussione il referendum per l’acqua pubblica. Referendum sul quale il presidente della Provincia Mottinelli già si era espresso in termini perentori. Diffidato già dal Comitato promotore del referendum, Mottinelli aveva espresso posizioni nel rispetto della scelta democratica dei cittadini.

La mozione

Fatto sta che il Consiglio provinciale ha dato modo al consigliere forzista Isidoro Bertini di proporre una mozione che chiede ai sindaci dei paesi di esprimersi sul gestore unico dei servizi idrici. Nel caso di risultato negativo, il  referendum sarebbe inutile.

Anche dalle file del PD il referendum sembra una “consultazione inutile”.

Il problema è la legittimità o meno dell’ostruzionismo, che le diverse parti politiche si stanno rimbalzando in questi giorni. Da un lato, Mottinelli che sembra lasciar trasparire solo la veste istituzionale, e dichiara che “la consultazione è stata approvata dal Consiglio provinciale, a ottobre, e non è in discussione”.

D’altro canto, Bertini per FI e Matteo Zani per PD dichiarano di voler depositare una mozione per verificare la legittimità per l’assemblea dei sindaci di eliminare la consultazione. Mottinelli risponde, se i sindaci richiedessero un’assemblea preventiva e votassero sì alla gestione unica pubblico-privata, il presidente non potrebbe impedirlo. In quel caso comunque si arriverebbe a ri-consultare il comitato promotore del referendum, che dimostra di non avere alcuna intenzione di cedere.

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I promotori del referendum acqua pubblica

Il suo portavoce per Bene Comune Marco Apostoli denuncia politicamente questa strategia di dissuasione e ne mette in dubbio la legittimità.

C’è poi il Movimento 5 Stelle che per voce di Claudio Cominardi esprime assoluta contrarietà: “In qualità di portavoce 5 stelle, deputato della Repubblica e cittadino incazzato farò tutto il possibile per impedire l’ennesimo sopruso nei confronti dei cittadini e della democrazia”.

Quindi, assemblea dei sindaci o referendum? E’ necessario aspettare qualche passaggio istituzionale. Intanto, ci si chiede quale strumento sia più opportuno, la democrazia diretta o quella rappresentativa.