«Sospendete Festa dalla Lega»: altri guai per l’ex segretario di Villafranca. Secondo il documento inviato a Salvini i suoi comportamenti avrebbero creato una crisi nella maggioranza.

«Sospendete Festa dalla Lega»: altri guai per l’ex segretario di Villafranca

Altri guai politici per Cesare Festa, già segretario comunale della Lega di Villafranca, estromesso dal suo ruolo lo scorso luglio e sostituito dalla commissaria Albertina Bighelli dopo la richiesta della maggioranza degli iscritti. La segreteria provinciale, a firma del commissario Nicola Vinco, ha chiesto lo scorso 4 dicembre a quella nazionale, guidata da Matteo Salvini, un provvedimento sanzionatorio nei suoi confronti, ossia la sospensione per tre mesi dal partito.

Le ragioni del Carroccio

Festa paga, a leggere il documento inedito, «l’aver aver condotto, come segretario di sezione e anche dopo durante il commissariamento, azioni e comportamenti lesivi per la sezione di Villafranca e per la Lega Nord». In particolare la lettera svela come il suo comportamento abbia creato addirittura grossi problemi tra il Carroccio e il sindaco Roberto Dall’Oca: «All’indomani del commissariamento rilasciava una serie di interviste a più testate giornalistiche volte a giustificare le sue azioni nel corso degli accordi pre-elettorali, interviste che esponevano il movimento a critiche degli elettori da un lato, dall’altro addossavano le responsabilità delle problematiche insorte in capo al sindaco aggravando così nuovamente le tensioni con la Lega manifestate esplicitamente al commissario della sezione e a diversi consiglieri e assessori dal primo cittadino stesso».

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“Metteva in ridicolo la sezione”

Un comportamento, quello di Festa, descritto come «fortemente inviso e non più tollerato dagli altri militanti e iscritti della sezione di Villafranca. Si aggiunge che alle riunioni di sezione convocate dal commissario, egli metteva in ridicolo la stessa sezione non presentandosi, e anzi attendeva la fine delle stesse al di fuori del palazzo comunale dove si tenevano, in segno di “protesta”, auto-esiliandosi dal gruppo dei militanti della stessa sezione». All’ex segretario, grande sostenitore della candidatura Dall’Oca ai «danni» di quella di Riccardo Maraia, era stato contestato soprattutto un accordo pre-elettorale con l’attuale sindaco su un posto nel Cda di Agsm Energia che sarebbe dovuto andare alla Lega e che invece era finito ad un fedelissimo di Mario Faccioli, quest’ultimo poi nominato presidente della partecipata di Agsm.