Verona contro l’aborto, continua il braccio di ferro. Sboarina: “Solo strumentalizzazione e malafede. La mozione non è contro la 194. Aumenta la libertà delle donne”.

“Verona non è una città di morte”

Una notizia, quella della mozione approvata in Consiglio a Verona giovedì 4 ottobre, che ha scatenato l’inferno. Mentre l’amministrazione Sboarina si dice a favore della vita, chi si oppone a questa mozione ha affermato che Verona è tornata nel Medioevo.

Verona contro l’aborto

La risposta del sindaco

Dopo la votazione di giovedì, dove anche la capogruppo del Pd Carla Padovani è stata sfiduciata dai “suoi”, ha affermato che non si dimette e che la sua votazione è stata fatta con coscienza.

“E’ una enorme strumentalizzazione, che tra l’altro non capisco a chi giovi visto che il centrosinistra ne esce diviso – ha affermato il sindaco Federico Sboarina -. Tutti quelli che hanno parlato della mozione approvata giovedì in Consiglio comunale o non sanno leggere o non l’hanno letta o sono in malafede. Personalmente, propendo per quest’ultima visto che il documento parla d’altro. Non di abolire la 194, che è una legge dello Stato e va applicata. Non di limitare la libertà delle donne su un tema tanto delicato e una decisione tanto difficile. È invece per aumentare la libertà delle donne, come sta scritto negli articoli 1-2-5 della legge, che è stata votata la mozione. Il Consiglio chiede infatti alla Giunta di reperire fondi per alcune associazioni che lavorano per dare applicazione a questi articoli, e cioè per aiutare le donne a superare le cause magari anche economiche che potrebbero indurre all’interruzione di gravidanza”.

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Come mai così tanto clamore?

“A Verona e in tutta Italia ci sono molte realtà impegnate in questo senso, che lavorano nel solco tracciato dalla 194 – ha continuato Sboarina -. Come mai oggi tanto clamore? La mozione non è contro, è invece a favore. A favore del valore della vita e a favore di tutte le donne che viceversa non avrebbero avuto alternativa. Personalmente sono contro l’aborto, ma rispetto le leggi, e proprio dentro la legge e nell’applicazione del suo principio cerco di portare avanti gli strumenti legittimi per la difesa della vita. Questo sì che è un grande segnale di rispetto e di democrazia, nei confronti di chi ha voluto la 194 ma anche di chi la pensa diversamente. Sono un uomo di destra, i miei valori sono nel programma elettorale votato dai veronesi, non vedo perché dovrei retrocedere e rivendico la libertà di esprimerli e sostenerli. Ovviamente nel rispetto delle leggi”.