Influenza: già 125 mila i casi registrati. Il rapporto Influnet del Sistema di Sorveglianza Integrata dell’influenza ha comunicato che solo nella settimana tra il 22 e il 28 ottobre, i casi sono registrati sono stati 71 mila.

Stagione Influenzale 2018 – 2019

Nella settimana 43, che va dal 22 al 28 ottobre, il rapporto presenta i risultati nazionali e regionali relativi alla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali, elaborati dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità.

InfluNet

Non tutti i medici partecipanti alla sorveglianza InfluNet hanno reso disponibili i dati da loro raccolti. L’attività dei virus influenzali è ai livelli di base.
Nella settimana in analisi l’incidenza totale è pari a 1,17 casi per mille assistiti. Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 71 mila, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 125.000 casi.

L’impatto epidemiologico

“L’influenza – come scrive il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità – è un problema di sanità pubblica con un considerevole impatto dal punto di vista epidemiologico, clinico ed economico. Ciò è riconducibile a più fattori: l’ubiquità e la contagiosità della malattia, la variabilità antigenica dei virus, l’andamento epidemico (e periodicamente pandemico) e stagionale, la possibilità di complicanze gravi in alcune categorie di soggetti (bambini, anziani, persone con comorbidità e malattie croniche), i costi di gestione in caso di complicanze e i costi sociali (giorni lavorativi persi, perdita di produttività, ecc).”

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La stagionalità

L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata da virus influenzali. È una malattia stagionale che, nell’emisfero occidentale, si presenta durante il periodo invernale. Il primo isolamento nell’uomo risale al 1933 in Inghilterra (ma in precedenza erano già stati isolati virus influenzali sia nei polli che nei suini). Da allora, ne sono stati identificati quattro tipi differenti, tutti appartenenti alla famiglia Orthomixoviridae: i tipi A e i B, responsabili della sintomatologia influenzale classica; il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico); il tipo D, la cui possibilità di infettare l’uomo non è ancora chiara. I virus dell’influenza A sono ulteriormente suddivisi in sottotipi sulla base di differenze molecolari nelle due glicoproteine di superficie emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA).