Treviso è tornata ai vertici del basket. A sette anni esatti dal disimpegno del gruppo Benetton, Treviso ritorna nella massima serie della pallacanestro. Il marchio ora è De Longhi (insieme ad un consorzio di quasi 150 aziende), i colori sono il bianco e il celeste della città, la passione ed il tifo sono rimasti gli stessi. E lo si è visto specialmente nelle gare di finale contro i siciliani di Capo d’Orlando: per due sere il Palaverde di Villorba – anche quello è rimasto lo stesso – si è vestito a festa con coreografie ddi notevole impatto e per la terza gara, giocata in trasferta lunedì 17, è stata la città a diventare tribuna a acielo aperto con migliaia di tifosi radunati davanti al maxischermo presso Porta San Tomaso. All’ultima sirena è esplosa la festa che si è riversata poi nelle vie della città: Treviso è di nuovo in serie A.

La stagione 2018/2019 è stata così completamente coronata, dopo la vittoria in Coppa Italia di A2, e dopo aver inseguito durante la stagione il sogno della promozione diretta, andata meritatamente alla storica rivale Fortitudo Bologna. Gli infortuni e le assenze non hanno scoraggiato la truppa guidata da Massimo Menetti, che ha potuto contare anche sul rinforzo di David Logan, Mvp della finale.

Leggi anche:  La danza classica? È (anche) un gioco da bambini!

Già si pensa alle grandi sfide che i colori trevigiani torneranno a giocare da ottobre in poi: Milano, le due bolognesi, Sassari e soprattutto Venezia, “odiata” Venezia. E la febbre biancoleleste sale ancora, immaginando anche prima o poi un ritorno nelle Coppe europee, in cui Treviso è stata grande protagonista negli anni d’oro.

Ora si festeggia, giustamente. Poi si programma, ricordando da quale basso gradino si era ripartiti sette anni fa e puntando sull’idea vincente del consorzio, capace di non far morire il basket a Treviso, anzi di farlo risorgere e ripartire.